Smart city e smart landscape

L'Internet delle cose crescerà da oggi al 2018 al tasso medio del 43% per raggiungere i 2 miliardi di dispositivi connessi

Uno dei temi più attuali per chi si occupa
di innovazione è quello delle smart
city. Con questo termine, semplificando,
si intende una città capace di mettere
in relazione le sue infrastrutture fisiche
con le persone che la abitano al
fine di migliorare la qualità della vita e
soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.

Si tratta di un concetto nato negli USA e ripreso in Europa,
anche nell'ambito di Horizon 2020, che si inserisce
in uno scenario ben più ampio del limite fisico in
cui sono delimitate le città. Oggi occorre ragionare in
termini di smart landscape, ma anche di smart community.
Il rapporto fra territorio e persone, ormai ampiamente
mediato da uno spazio digitale capace di fornire
livelli informativi molteplici, non può vedere soluzione
di continuità fra le aree altamente urbanizzate e quelle
extraurbane.

Il flusso dei dati che transitano costantemente
nell'etere fa sì che l'insieme territorio + infrastrutture
+ esseri viventi sia molto più simile ad un unico
metaorganismo piuttosto che alla somma di singole
parti ben distinte.

L'Internet delle cose crescerà, secondo Cisco, da oggi
al 2018 al tasso medio del 43% per raggiungere i
2 miliardi di dispositivi connessi. Fra questi, ci saranno
sempre più strumenti di monitoraggio del territorio,
veicoli automatici, sistemi di supporto alla vita quotidiana,
il tutto inserito in un unico ecosistema analogico-
digitale che è in piena evoluzione e di cui dobbiamo
prendere consapevolezza.

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