Sostanze tossiche: Greenpeace classifica i fashion brand

Greenpeace lancia la Sfilata Detox e porta su una passerella virtuale 18 importanti brand del fashion, valutandoli in base al loro impegno ambientale, con particolare riferimento al comparto sostanze tossiche. Tra i marchi della moda classificati dalla piattaforma online come più virtuosi, in base agli obiettivi perseguiti in tale ambito, figurano Adidas, Valentino e il Gruppo Inditex, di cui fa parte Zara.
Voto negativo a brand del made in Italy come Diesel, Versace e Dolce&Gabbana, che non passano l’esame e vengono etichettati come “Looser”, insieme a Nike e LiNing che vengono invece definiti con il termine “greenwasher” a causa della scarsa incisività progettuale ed effettiva nei confronti di tali tematiche.
La campagna di sfida Detox per una moda più pulita e meno inquinante era stata lanciata dall’associazione già qualche hanno fa e prosegue ora implementando la propria risonanza in termini di impatto sulla brand image delle diverse aziende coinvolte. Si tratta di una misura efficace che fa leva su un contesto dove il consumatore mostra di tenere sempre in maggiore considerazione valori etici e green, di benessere e sostenibilità, e che impone così una nuova tendenza attraverso l’industria del tessile e della moda.
Ad oggi sono una trentina le aziende che hanno sottoscritto il loro impegno Detox per una filiera produttiva libera dalle sostanze tossiche, tra queste, oltre al già citato Valentino, si contano altre nove italiane, ovvero Benetton, Gruppo Miroglio, Canepa, Italdenim, Zip, Besani, Berbrand, Tessiture Attilio Imperiali e Gritti Group.

 

 

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