Speciale Cibus 2016 – La guerra Made in Italy alle frodi alimentari

Il nostro Paese vanta uno dei più avanzati sistemi per la prevenzione e la repressione del mancato rispetto delle norme vigenti (da Mark Up 248 - 2016)

In Italia la repressione delle frodi alimentari è molto efficace e si avvale di reparti specializzati delle forze dell’ordine. A partire dal Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute (meglio conosciuti come Nas) che opera in stretta dipendenza del Ministero della Salute perseguendo i reati soprattutto sul piano della sicurezza alimentare, a cui si aggiungono altri quattro organismi di controllo, che operano in stretta dipendenza con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali: l’Ispettorato repressione frodi (Icqrf), il Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari (Nac), il Corpo forestale dello Stato (di recente inquadrato anch’esso all’interno dell’Arma dei Carabinieri: si veda il box) e le Capitanerie di Porto-Guardia Costiera. A tutela della sicurezza dei consumatori, “si registrano annualmente -spiega Rolando Manfredini, responsabile sicurezza alimentare di Coldiretti-, oltre 042_MARKUP04_2016_Frodi_box2,3 milioni di analisi sugli alimenti, condotte presso laboratori accreditati; oltre 600.000 ispezioni e 200.000 analisi su campioni di prodotti effettuati da organismi del controllo ufficiali, coordinati dal Ministero della Salute; oltre 30.000 controlli sulla qualità dei prodotti alimentari effettuati da organismi coordinati dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali”.

Ai formaggi Dop il primato negativo tra le categorie contraffatte; seguono le creme spalmabili e i salumi. Tra gli alimenti per i quali si riscontrano frodi più frequenti ci sono i prodotti tipici della tradizione locale e regionale (32%), i prodotti Dop e Igp (16%) e i semilavorati (insaccati, sughi, conserve 12%). “I Nuclei Antifrodi dei Carabinieri -sottolinea Manfredini- hanno individuato 70 diverse tipologie di prodotti alimentari contraffatti, in vendita sulla rete. Dalla ‘Daniele mortadella’ (prodotta negli Usa, Paese dove si vende addirittura il kit per preparare il Parmigiano, il falso Pecorino Romano ed altri celebri formaggi nostrani come la mozzarella, la ricotta e l’asiago), al Chianti bianco svedese, al vino in polvere per ottenere in poche settimane il Barolo (confezionato in Canada). Sono solo alcuni dei prodotti che si possono acquistare con il commercio online”. A guardare le statistiche ufficiali, i prodotti più contraffatti sono formaggi e vini. “Il problema delle contraffazioni esiste ed è certamente sentito anche dal nostro comparto -afferma Angelo Cremonini, presidente Gruppo Olio d’Oliva di Assitol associazione italiana dell’industria olearia-. Secondo il ministero della Salute, le sofisticazioni che riguardano l’olio d’oliva sono di tredici volte inferiori rispetto alla media dei prodotti alimentari”. Per lo più sono le false dichiarazioni in frantoio -il cosiddetto olio di carta- “ovvero a preoccupare seriamente il settore è la produzione fittizia di olio extravergine supportata da false fatturazioni per prodotto inesistente” prosegue Cremonini. Ed è in questo ambito che Assitol propone un’azione congiunta con i rappresentanti dell’agricoltura.

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