Stampa 3D: un’opportunità per le imprese italiane

L'avvento della stampa 3D produrrà maggiori vantaggi per le imprese di piccole dimensioni, che avranno una nuova occasione per ritagliarsi spazi di specializzazione L'utilizzo attualmente più diffuso è per la prototipazione rapida, che può essere realizzata in tempi brevissimi, nell'ordine di poche ore, direttamente da un modello progettato con un sistema CAD tridimensionale.

Oltre a questo, già oggi se ne stanno sfruttano svariati ambiti di applicazione, dalla produzione di parti aerospaziali (che richiedono forme complesse e in piccoli quantitativi), a quella di gioielli, giocattoli, caramelle con combinazioni di gusti altrimenti non realizzabili, protesi dentali e ortopediche. Si stanno anche sperimentando tecniche di stampa per costruire reti di capillari su cui far crescere tessuti organici, quale premessa per la realizzazione di organi artificiali.

Attualmente la stampa 3D rappresenta un settore di cui si stima un valore che a livello mondiale dovrebbe raggiungere i 3,8 miliardi di dollari entro la fine del 2014, con una previsione al 2018 di 5,1 miliardi. In realtà, parlarne in termini di settore appare un po' riduttivo, se si tiene conto che la logica sottostante alla stampa 3D intacca concetti, come quello di economie di scala, che hanno accompagnato la produzione di massa fin dalla rivoluzione industriale.

Una stampante 3D può produrre anche un singolo oggetto, partendo da un disegno digitale (e sarà questo il nuovo valore aggiunto), potendo realizzare anche geometrie complesse che con le normali tecniche produttive non sono possibili. Ne deriva un nuovo concetto di produttività, più efficiente, più sostenibile (grazie a un più facile riutilizzo di materiali di scarto) e su misura, applicabile a un numero estremamente ampio di settori. Si tratta di un cambiamento epocale e, per questo, non si può parlare di una semplice innovazione, ma di un vero e proprio cambio di paradigma, le cui coordinate sono ancora difficili da delineare con esattezza.

Tre sono le principali implicazioni che possiamo aspettarci. La prima è che per molti prodotti il vero valore sarà nel progetto, per il quale si porranno gli stessi problemi di diritto d'autore e di accesso on-line che già caratterizzano la musica e il software. Il design scaricabile è destinato a diventare lo spartiacque fra innovazione esclusiva (per chi ne possiede i diritti) e innovazione diffusa, secondo i principi dell'open source.
La seconda implicazione riguarda lo stravolgimento delle logiche industriali finora conosciute: la possibilità di realizzare produzioni anche complesse indipendentemente dalle dimensioni della "fabbrica", al limite anche in casa, riduce i vantaggi delle economie di scala e della concentrazione degli impianti produttivi.
Infine, la distinzione fra produzione, distribuzione e consumo, con i relativi circuiti di collegamento, si assottiglierà fino in alcuni casi a scomparire.

Sarà questa un'occasione di riscatto per le piccole e medie imprese di fronte ai colossi globali? In molti casi potrà esserlo, purchè non si stia a guardare il treno che passa. Come in tutti i grandi cambiamenti, vince chi riesce a coglierne la direzione e a fare scelte corrette al momento giusto. In questo caso, ciò che possono fare le imprese è innanzitutto capire quali sono le condizioni di accesso a questa nuova tecnologia in termini di costi (che si stano rapidamente abbassando). Sulla base di questo vanno individuati spazi di innovazione di prodotto e di processo, per i quali non contano tanto gli investimenti in ricerca e sviluppo quanto la creatività nell'individuare applicazioni innovative all'interno del proprio settore. E' un terreno su cui le nostre imprese sono particolarmente brave, e ancora una volta i giochi si riaprono.

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