Tecnologie per la resilienza al tempo della “Corona economy”

Resilienza_Corona Economy
Dal motore di ricerca per PMI e-commerce italiane eShoppingAdvisor alle app e ai “Dining bonds” per la ristorazione

In queste ore di preoccupazione per la continua avanzata del contagio e dei decessi da Coronavirus, l’Italia, sul fronte istituzionale, delle imprese e della società civile, sta dando prova di resilienza, mettendo in atto misure ad ampio raggio per cercare di frenare le ripercussioni negative della pandemia.

 

 

Lato tecnologia, sarebbe pronta l’app italiana per tracciare i contagi, al momento al vaglio dalle autorità per motivi legati al trattamento di privacy e dati personali, che è stata messa a punto da una onlus creata ad hoc per il progetto, supervisionata dal presidente dell’Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi, e dall’ex commissario per l’Agenda Digitale, Diego Piacentini.

Lato economia, oltre alle misure approvate a livello nazionale dal decreto Cura Italia, nella notte del 18 marzo 2020 la BCE ha stanziato 750 miliardi di euro per acquistare titoli di stato e privato per tutto il 2020 ed eventualmente oltre, nel tentativo di salvare l’economia dell’eurozona malata di Covid-19. Questo vaccino che si presenta sotto forma di un nuovo poderoso quantitative easing, vuole rimediare agli scossoni finanziari causati da una cattiva comunicazione da parte della presidente della BCE, Christine Lagarde, degli scorsi giorni, che sembrava non avere compreso l’entità sistemica della crisi in atto per l’intera Europa, al di là delle problematiche italiane di debito e spread già ben note e di lungo corso. Christine Lagarde rimette in carreggiata l’operato della BCE chiarendo che “tempi straordinari richiedono azioni straordinarie”, e concretizzando l’operatività dell’importo stanziato nel cosiddetto PEPP ovvero il Pandemic Emergency Purchase Programme. Tale bazooka  finanziario della Lagarde sta operando un effetto calmante sui mercati, ma, nel lungo termine, non basterà da solo per far ripartire a pieno ritmo l'economia.

 

 

È per questo che risultano fondamentali anche azioni dal basso, e da aziende e consumatori, in particolare. Davanti a questa grossa crisi per l'economia in particolare per l’Italia, il paese al momento più duramente colpito da questo disastro sanitario, il consumatore può infatti fare la differenza, scegliendo prodotti e aziende italiane. Su oltre 148mila imprese italiane, circa 22mila hanno attivo anche un servizio di e-commerce, che  risulta particolarmente strategico al momento, in quanto, ad oggi, le vendite online sono le uniche, insieme a quelle organizzate dalla GDO e dalle attività che forniscono beni essenziali, a non essere interessate dalle restrizioni del DPCM. Scegliere di acquistare da queste realtà può realmente aiutare quella fascia di piccole e medie imprese (alcune di queste vero vanto del Made in Italy nel mondo), dove sono occupati l’82% degli italiani, che rischia di non riaprire i battenti a emergenza finita.

Nasce a questo proposito, eShoppingAdvisor, il primo motore di ricerca specializzato esclusivamente sui piccoli e medi e-commerce italiani: “Dall’inizio dell’epidemia, gli acquisti online hanno visto una crescita esponenziale: secondo una ricerca Nielsen, gli e-commerce hanno visto aumentare il proprio giro di affari dell’82,3%, specie nelle vendite dei prodotti di largo consumo”, spiega Andrea Carboni, CEO di eShoppingAdvisor. “È proprio da questo dato che può arrivare un aiuto concreto all’economia italiana. Come indicato da giorni anche da Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ogni consumatore può fare la differenza attraverso la scelta consapevole di acquistare italiano, al supermercato come in rete”. Questo nuovo motore di ricerca, oggi nel programma di accelerazione di LVenture Group - LUISS Enlabs , oltre a permettere di individuare gli e-commerce più sicuri e affidabili, fa in modo che la ricerca per prodotto ne restituisca una classifica in ordine di reputazione, sulla base di un rating ottenuto attraverso recensioni verificate e certificate: accedendo alla vetrina dello store, è possibile leggere le singole recensioni, valutarne l'affidabilità e decidere di acquistarvi direttamente o passare al successivo.

eShoppingAdvisorSoluzioni creative alla crisi, da cui magari prendere spunto, arrivano anche da oltre oceano, dove l’emergenza imminente ha scosso anche il tessuto imprenditoriale degli Stati Uniti. Quindi, mentre in Europa vi è uno dibattito serrato sui cosiddetti Coronabond, proposti da Giuseppe Conte agli altri leader europei, con le solite rimostranze dei paesi propugnatori dell’austerity, questa volta in maniera più edulcorata per via dell’emergenza sanitaria, dagli Stati Uniti arrivano, in queste ore, dal mondo della ristorazione i “Dining bonds”. Sembrerebbero assimilabili alla ben nota formula delle “gift card”, ma in realtà è qualcosa di ben più strutturato. I “Dining bonds” funzionano come veri e propri titoli di Stato: gli aspiranti commensali acquistano un'obbligazione emessa da un ristorante a un prezzo scontato (di solito il 25% in meno), quindi lo riscattano dopo un periodo di tempo prestabilito (in genere 30-60 giorni) per un importo maggiore. I “Dining bonds” vogliono essere uno strumento a sostegno del comparto ristorazione a rischio perdite per il lockdown, ed è stato creato un vera e propria dedicata dedicato alla loro emissione, SupportRestaurants.org, che vede l’adesione di sempre più ristoranti partner.

È  evidente che in questi giorni di emergenza, il digitale sta esprimendo tutte le sue potenzialità, offrendo tanti stimoli e anche tante risposte ai bisogni della popolazione, rivelandosi un asset fondamentale da rafforzare sempre più. Vi è, tuttavia, un rovescio della medaglia. Proprio in questi giorni, si registra un esponenziale aumento di  reati informatici, con la Polizia postale in prima linea nel tentare di neutralizzare il più possibile le minacce. Si deve partire, però, da un’attività di sensibilizzazione dei cittadini. Il Centro Nazionale Protezione Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) della Polizia postale ha individuato cinque tra i più diffusi alert di frode online legati al Coronavirus: tra questi  false e-mail dell’Organizzazione mondiale della sanità per inviare software malevoli in grado di infettare i computer; l’invio per posta elettronica un file zip con un documento excel contenente dati sul Coronavirus; e comunicazioni attraverso e-mail in apparenza di istituti bancari, in cui sono riportate informative alla clientela sulle policy per l’emergenza da Coronavirus.

In questo particolarissimo contesto di emergenza, resilienza è uno dei termini che si sta, però, imponendo nel tessuto socio-economico nostrano. Tra le aziende, si assiste ad una pluralità di reazioni, spesso in equilibrio tra interesse pubblico e profitto d’impresa. La crisi in corso, con le già evidenti difficoltà economiche e finanziarie che comporta, può innescare una serie infinita di criticità, tali da paralizzare buona parte dell’apparato produttivo italiano; oppure, il sistema imprenditoriale può trovare il modo di fare squadra, ponendo in essere strumenti di compensazione dei vari interessi che incoraggino meccanismi virtuosi di collaborazione. L’Italia possiede i mezzi culturali e tecnici per uscire da questa empasse, dato che è sempre stata all’avanguardia sul punto del valore sociale dell’impresa (citare la sola eredità di Olivetti sarebbe sufficiente a capire il grande potenziale del paese, in un elenco che sarebbe ben più lungo). Vi sono, però, anche trend internazionali riconosciuti che spostano la finalità del profitto, l’unica contemplata fino a qualche tempo fa, in qualcosa di più grande. Uno dei possibili esempi è quello delle Benefit Corporation (B Corp). Il movimento delle B Corp ha sviluppato una innovativa forma giuridica di impresa, che vede l’Italia il secondo paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, che nel 2016 ha introdotto questa forma societaria nel proprio sistema giuridico. Questa nuova forma di impresa for profit costituisce una solida base per proteggere la mission e creare valore condiviso per tutti gli stakeholder nel lungo termine, e forse potrebbe costituire uno dei punti per l’Italia della “Corona economy”.

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