Tedi, dal Mapic allo sviluppo immobiliare in Italia

La catena tedesca Tedi si è presentata a Mapic (Cannes) soprattutto all'attenzione dei visitatori italiani, molti dei quali non conoscono ancora questo marchio notissimo, invece, in Germania e Spagna. Tedi punta allo sviluppo immobiliare in Italia, su posizioni che prevedono sia il centro città sia i centri commerciali

Tedi è uno dei più importanti retailer non alimentari in Germania, dove ha 1.578 punti di vendita. Oltre ai principali paesi dell'Europa dell'est, come Slovacchia, Cechia, Slovenia e Croazia, l'Italia è uno dei mercati nei quali la catena di Dortmund prevede il maggior sviluppo dal punto di vista immobiliare e retail.

 

 

I punti di vendita Tedi rispecchiano una serie di requisiti immobiliari e demografici, fra i quali: superficie di vendita di almeno 550 mq; posizione in un'area urbana o urbanizzata, caratterizzata da traffico pedonale, oppure in un centro commerciale o in retail park possibilmente tematici. Tedi cerca posizioni inserite in un bacino d'utenza di almeno 20.000 residenti. Come immobili vanno bene anche gli stand alone purché dotati di accessibilità al trasporto pubblico e parcheggi. Nelle zone pedonali sono privilegiate le aree prime (grado A in centro città, oppure buone posizioni di grado B), piano terra, massimo 1° livello.

Gianluca Monfrecola, amministratore delegato Tedi Italia

L'assortimento di un punto di vendita Tedi prevede in media 6.500 referenze che possono raggiungere il numero di 9.000 in periodi dell'anno che prevedono l'inserimento di prodotti da ricorrenza come Carnevale, Pasqua, Halloween, Natale.

 

 

Il format di Tedi non è facilissimo da definire in due parole: prevede diverse categorie di prodotti non food che potremmo trovare in un brico o nell'area bazar di un ipermercato, come toiletries, cosmetica, prodotti per ufficio e cartoleria, giocattoli, accessori e arredo casa, elettronica di consumo.

 

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