Unilever: il 50% delle start-up in cui investiremo sarà a guida femminile

Negli ultimi 4 anni con il programma Unilever Foundry la multinazionale ha finanziato almeno 10mila start-up. Solo il 23% è però guidata da donne: una percentuale che Unilever punta a far crescere

Negli ultimi 4 anni con il programma di incubazione Unilever Foundry la multinazionale ha supportato e finanziato almeno 10mila start-up. Solo il 23% di quelle attualmente in fase di accelerazione, però, è guidata però da donne: una percentuale che Unilever punta a far crescere nei prossimi anni.

 

 

Stando a quanto annunciato dalla vicepresidente marketing Aline Santos durante l'ultimo Mobile World Congress, l'obiettivo entro il 2023 è di investire per il 50% in start-up con leadership femminile. Le statistiche a livello globale parlano di un 17% di start-up fondate da donne, un dato che secondo Santos evidenzia un "problema epidemico" sul quale è necessario intervenire.

Uno studio commissionato da Unilever in Usa, Regno Unito, India e Singapore rileva che il 39% di donne fondatrici di start-up si è ritrovata vittima di sessismo durante il proprio percorso. Oltre il 40% ritiene inoltre che, a prescindere da quanto successo il loro business avrà, le discriminazioni di genere permarranno.

In risposta, Unilever ha stretto una partnership con UN Women e altre 22 aziende su quello che ha definito la Global Innovation Coalition for Change. Innanzitutto, questo gruppo sta spingendo per il semplice riconoscimento che esiste un problema e invitando quindi le aziende ad essere trasparenti e a pubblicare le loro statistiche in proposito.

Il gruppo vuole ridefinire il concetto di discriminazione e fornire al contempo modelli positivi accessibili attraverso programmi di mentoring. Creerà inoltre progetti interdisciplinari e intersettoriali per aiutare le donne a sentirsi sicure e preparate in tutte le aree di un'azienda, creando inoltre programmi di formazione per i più giovani.

 

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