Urge regolare la pubblicità camuffata degli influencer

Gli opinionisti di Mark Up (da Mark Up n. 260)

Chi non ha mai visto il selfie di una star su internet? Quella dell’autoscatto da condividere sui social o sul proprio blog è ormai una moda. Nulla di male, se non fosse che alcuni personaggi famosi sembrano approfittare di questa nuova tendenza per fare pubblicità camuffata. L’Unione Nazionale Consumatori ha perciò presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato chiedendo di accertare “la legittimità di questa sorta di product placement sui social network”. In effetti è pubblicità indiretta che compare in spazi non prettamente pubblicitari, senza essere segnalata come tale. E proprio qui potrebbe concretizzarsi, a nostro giudizio, una pratica commerciale scorretta ad opera di tutti quei brand che assoldano personaggi famosi, veline, cantanti, blogger perché postino sui loro profili social, con evidenti finalità promozionali, foto e video per promuovere, di fatto, marchi e prodotti commerciali, senza però dare indicazioni circa la natura pubblicitaria di questo endorsement. Il nostro obiettivo è quello di sollecitare un aggiornamento della normativa che imponga una “didascalia” di accompagnamento (#adv, #sponsored, ecc.) idonea a informare correttamente sul carattere promozionale del messaggio nel rispetto del Codice del Consumo, che prescrive di indicare l’intento commerciale di una pratica. La pubblicità occulta influenza i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Sul web raggiunge vaste platea di follower, spesso adolescenti. Sarebbe bello se gli stessi influencer sposassero la nostra campagna per la trasparenza nella relazione con i fan!

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