Valore e identità un impegno verso il futuro

La nuova presidentessa del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp, Aurora Casillo, è figlia d’arte, pronta a difendere il nome della sua terra quale produttore di qualità nel mondo della pasta (da Mark Up n. 279)

Ha solo ventotto anni, la neo presidentessa del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp, general manager del Pastificio Liguori; per la prima volta è una donna a guidare il Consorzio costituito nel 2003.

 

 

Aurora Casillo è nata immersa nel mondo della pasta: il pastifico Liguori ha origini antiche, era il 1795 quando a Don Gaetano Liguori venne dato il mandato per produrre pasta dal consiglio della municipalità e, arrivando ai giorni nostri, se Gragnano è conosciuta in tutto il mondo è anche tempo di trovare un modo per renderla effettivamente unica agli occhi dei clienti e rafforzare l’Igp ottenuto nel 2013.

Ma facciamocelo raccontare da Aurora stessa.

 

 

Qual è la sua storia?

Sono laureata in giurisprudenza. In azienda sono arrivata per vocazione naturale: è un mondo che mi ha sempre affascinata ed è dove sono cresciuta. L’ingresso nell’azienda familiare è un’idea che mi ha accompagnato sin da piccola.

Per una serie di motivi, ho sempre associato l’idea di occuparmi di pasta a qualcosa di “onorevole”: la pasta è un alimento identificativo della cultura del nostro Paese nel mondo e si associa a tanti momenti felici delle famiglie italiane, la mia in particolare, perché, a casa mia, il piatto di pasta è sulla tavola tutti i giorni e per me è sinonimo di piacere.

Nel contempo, è stata anche una scelta estremamente ragionata e personalissima, perché nostro padre (Aurora ha un fratello Pasquale, anche lui in azienda) ci ha sempre spinto a seguire la nostra volontà; non ha mai insistito per farci proseguire il suo percorso e non ci ha mai forzato per entrare in azienda.

Da subito, ci ha aperto gli occhi, fin da quando studiavamo, per farci capire dietro all’oro che luccica quali sono i problemi reali, gli impegni che ogni azienda ha e che l’industria comporta. Quante volte ci ha sottolineato che gli onori sono passeggeri, mentre gli oneri invece sono costanti.

Devo dire che è stata una scelta riflettuta e fino a oggi non me ne sono pentita. Speriamo che possa continuare così.

Lei è presidente del Consorzio dal 1° marzo, quali sono i suoi obiettivi?

Lo scopo principale è portare la Pasta di Gragnano Igp alla notorietà, la stessa che hanno altri grandi prodotti italiani, famosissimi anche nel panorama internazionale, oltre che nazionale. Questo si può ottenere partecipando alle importanti vetrine del mondo del food, lavorando insieme a testimonial, per esempio gli chef o il mondo ho.re.ca, per incentivare il consumatore a mangiare pasta fuori casa. E poi, chiaramente, puntare all’inserimento nella distribuzione moderna, perché la vera promozione si fa sugli scaffali: bisogna dar modo al consumatore di acquistare il prodotto, gustarlo e capire che c’è un’effettiva differenza.

Le direttrici sulle quali l’attività del Consorzio si concentrerà sono tre: punteremo sul comunicare la storia del prodotto, perché a Gragnano si fa pasta da oltre 500 anni, una tradizione fortissima che lega Gragnano alla pasta; il know how complesso che c’è dietro: ci sono generazioni che si susseguono, persone che conoscono i segreti che fanno la differenza. C’è un forte significato dietro il mestiere qui a Gragnano e i clienti che vengono in visita lo respirano quando entrano in produzione. Nella mia azienda, ma non solo, ci sono anche operai di quarta generazione.

La pasta a Gragnano non è un semplice alimento: è identità e credo fortemente che ciò vada comunicato al consumatore.

La terza direttrice, la più concreta, è la garanzia per il consumatore, la certificazione.

Difficoltà?

I produttori di Gragnano si sono resi conto che la storia insegna e l’associazione di categoria può soltanto premiare, se le idee e le forze si convogliano sullo stesso binario per raggiungere un obiettivo comune. Penso si possa solo fare tanto e bene.

A gennaio, abbiamo avuto la grande soddisfazione del riconoscimento da parte del ministero delle Politiche agricole e siamo diventati Consorzio di tutela; quindi siamo a tutti gli effetti un ente esercitante attività di tutela e vigilanza.

Come difendere la pasta di Gragnano Igp?

Senza un’attività di tutela ben svolta, la promozione e la valorizzazione del prodotto non porteranno al raggiungimento degli obbiettivi prefigurati.

Dunque ecco la risposta: per la difesa del prodotto, a seguito del riconoscimento da parte del Mipaaft, organizzeremo e coordineremo le attività di tutela e vigilanza.

È necessario che, prima di tutto, ci sia chiarezza sullo scaffale; il consumatore deve essere informato e conoscere il valore dei bollini Igp riportati sul pack.

Per ottenere la denominazione Igp, il processo di produzione della nostra pasta deve rispettare un disciplinare che è stato preventivamente approvato dallo stesso Ministero dell’Agricoltura e dalla Comunità Europea.

Il disciplinare si pronuncia anche riguardo la materia prima, che deve corrispondere a un capitolato preciso. Ovviamente, va da sé, lo stabilimento di produzione deve essere ubicato nel Comune di Gragnano, in provincia di Napoli, territorio che presenta caratteristiche pedoclimatiche uniche e differenzianti.

In aggiunta, le produzioni sono costantemente controllate e verificate da enti esterni designati.

Quante aziende sono nel Consorzio?

Al momento, ci sono 14 aziende consorziate e sei ancora non consorziate ma produttrici di pasta di Gragnano Igp.

Tra le nostre priorità c’è il coinvolgimento di tutte le aziende produttrici sul territorio ad entrare a far parte del Consorzio di Tutela.

Come mai hanno scelto lei?

Credo che siano stati l’impegno e la dedizione che ho mostrato ad avermi premiata.

Ovviamente, sono affiancata dai consiglieri e dai consulenti, e lavorerò in un solco di continuità con chi mi ha preceduto.

Vantaggi e svantaggi di essere una donna nel mondo della pasta?

Non siamo a un 50 e 50, ma basti pensare a tutte le chef, alle ristoratrici, alle produttrici, alla direzione acquisti dei gruppi di distribuzione in cui molte posizioni sono occupate da donne.

Ho avuto modo di capire che, nel mondo del food, le donne si stanno facendo strada e sono riuscite, nel tempo, ad affermarsi anche in questo settore.

In ogni caso, ciò che conta è il risultato che si ottiene.

Ciò che mi auguro in futuro è che la propensione a notare le differenze personali sia sempre minore. Mi sembra, quindi, che siamo sulla strada giusta.

Come vede il suo futuro?

Sfidante. Aggiungerei interessante ... e questo è un augurio. Sicuramente pieno di opportunità: siamo una generazione interconnessa, le idee e i pensieri si scambiano in maniera veloce, le opportunità si moltiplicano e sono alla portata di tutti ogni giorno. Ricollegandomi alla domanda precedente, dico che saperle cogliere è nella natura femminile.

La donna ha una spiccata propensione per questo, perché di natura molto determinata e coraggiosa; prendo l’esempio di nostra madre che ha sempre lavorato seguendo la sua passione e cresciuto, nel contempo, tre figli.

In quanto italiane siamo legate alle nostre tradizioni, soprattutto in ambito familiare. Credo fortemente che questo sia un punto di forza che ci identifica rispetto ad altri Paesi e che, sotto certi aspetti, rifletta la parte più bella e intangibile della nostra cultura: l’idea di casa e di famiglia.

Dunque, cosa c’è di meglio da associare a questo ... se non un piatto di pasta di Gragnano.

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