Varsavia, Ethos presenta il nuovo polo del lusso

Ethos, in Three Crosses Square, pieno di centro di Varsavia, è il nuovo polo del lusso che aprirà nel 2017: presentato ieri sera a Milano, offre una notevole varietà di moduli retail, da 100 a 900 mq. Varsavia è una città in pieno sviluppo economico e urbanistico

Ethos denomina un insieme ben integrato di 6 edifici, in Three Crosses Square, piazza centralissima di Varsavia, a 200 metri dall'hotel Sheraton, e vicinissimo al Parlamento e ad alcuni Ministeri, e quasi a ridosso della Vistola (Wisla), il fiume che attraversa Varsavia, e le cui sponde sono state splendidamente rivitalizzate. Di questo nuovo edificio, che sarà completato per la primavera del 2017, sono a disposizione dei marchi del lusso 5.000 mq su totali 12.000 mq, con moduli retail studiati per tutte le esigenze, di superficie variabile tra 100 a 900 mq.

Modellino Ethos

Il terzo polo del lusso nella Capitale polacca
La parte commerciale s'affaccia sulla piazza con vetrine alte 8 metri, mentre alle spalle, e quindi davanti alla Borsa di Varsavia, le unità immobiliari saranno destinate a uffici (13.000 mq). Non sarà il primo e unico polo del lusso nella capitale polacca: sulla Bracka ci sono già il Cedet e il Vitkac, quest'ultimo un Luxury Shopping Centre con marchi quali Gucci, Louis Vitton, Lanvin. In Three Crosses Square confluiscono le due grandi vie commerciali della Mokotowska e della Royal Route, le due Corso Vittorio Emanuele di Varsavia.

ETHOS-Img_04Il vantaggio di Ethos sarà soprattutto la posizione: si trova in pieno centro, nel cuore di una città che attira quasi 8,5 milioni di arrivi all'anno (400.000 sono italiani), che vanta una delle superfici verdi più grandi d'Europa (il 44% è rappresentato da parchi anche cittadini), che ha 460 piste ciclabili, e che soprattutto è città di cultura con forti legami storici e artistici con il nostro paese: Bernardo Bellotto, nipote del Canaletto (e per questo chiamato anche Bernardo Bellotto Canaletto) trascorse gli ultimi vent'anni della sua vita a Varsavia e i suoi paesaggi cittadini servirono alla ricostruzione del centro dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. I legami d'arte e di cultura tra il nostro paese e la Polonia risalgono agli inizi del XVI secolo, quando Bona Sforza sposò Sigismondo I e regnò per 30 anni a Cracovia, trasmettendo questo senso di filiazione culturale e artistica al figlio Sigismondo II. La relazione dell'architetto Giovanni Miori ha illustrato le connessioni soprattutto nel campo dell'architettura tra Italia e Polonia, visibili in tutte le principali realtà urbane, come Poznàn, il cui Municipio fu concepito da Giovanni Battista di Quadro, o come Zamòsc (patrimonio universale Unesco) disegnata da Bernardo Morando.

M. Zajdel, Ceo KULCZYK SILVERSTEIN PROPERTIES S.à r.l.
M. Zajdel, Ceo KULCZYK SILVERSTEIN PROPERTIES S.à r.l.
M. Furdal, Direttore Ente Nazionale Polacco per il Turismo
M. Furdal, Direttore Ente Nazionale Polacco per il Turismo

Ma torniamo al lusso, che, a suo modo, non è privo di connessioni con l'arte. La Polonia come hanno ricordato Jerzy Adamczyk, console di Polonia a Milano, e Małgorzata Furdal, direttrice della Polish Tourist Organization, ha il 70% di tutti i marchi globali del lusso, mentre i 43.000 Hnwi (su una popolazione di 38 milioni di abitanti) hanno un reddito annuo netto di 36,1 miliardi di euro. Comunque, ricchi a parte, la Polonia non è la Russia, né il Brasile né la Cina, come hanno ricordato gli interventi più orientati al marketing, ai consumi e all'economia del Paese (Maurizio Castello, Kpmg, e Daniele Zito, Bain & Company), ma il paese dell'ex Europa Sovietica con la miglior classe media, insieme alla Cechia e alla Slovacchia.
In Polonia ci sono 1.300 aziende italiane, dalle più grandi (Unicredit, Mapei, Pirelli, Ferrero e Indesit) alle medie e piccole. E Whirlpool ha proprio in questi giorni aperto un grande centro di ricerca a Wrocław (Breslavia).

Un quarto dei luxury brands sono italiani
"Lo stile, il design e la qualità dei prodotti italiani sono particolarmente apprezzati in Polonia -ha ricordato ieri sera Maciej Zajdel, managing director e Ceo di Kulczyk Silverstein Properties- e in Polonia l'Italia è il paese meglio consolidato nel mercato locale del lusso con una quota del 22% seguito da Francia (17%), Svizzera e Usa (14% entrambe), Gran Bretagna (9%) e Germania (8%)".
In pratica, quasi un quarto dei "luxury brand" in Polonia sono italiani, inclusi quelli italianissimi, ma in mano a supergruppi europei, come Gucci e Bottega Veneta (Kering).
Il mercato del lusso in Polonia è in crescita costante da più di dieci anni. Secondo le ultime stime (fonte: Kmpg) il valore del segmento lusso in Polonia toccherà i 3,9 miliardi di euro nel 2018 rispetto ai 3,3 miliardi del 2015. Il valore relativo al solo abbigliamento di lusso è 480 milioni.

Kulczyk Silverstein Properties (KSP), società privata di investimento e sviluppo immobiliare con sede a Varsavia, è una joint venture tra Kulczyk Rela Estate Holding e Silverstein Properties Inc. il cui portafoglio immobiliare comprende 850.000 mq di edifici commerciali e residenziali fra i quali tre grattacieli nell'area World Trade Centre (ex Ground Zero) a New York.
Responsabile della commercializzaizone degli spazi sarà Bnp Paribas Real Estate. Fabrice Paumelle, che sarà il "lease manager" (Bnp Paribas Real Estate), e che ha presentato ieri sera lo studio "The New Luxury destination in Warsaw" insieme a Maciej Zajdel, non può rilasciare dettagli sul valore delle locazioni, ma è certo che gli affitti nelle vie importanti del lusso a Varsavia sono la metà di quelli di Praga. Comunque, possiamo dire che, per un modulo retail minimo (100 mq), il puro affitto sarà di circa 150 euro/mq/mese.

La Polonia (e Varsavia) in pillole
+7%
i consumi Tax Free (fonte: Global Blue, genn-settembre 2016)
-12% la media europea
38 milioni la popolazione della Polonia
430 miliardi il Pil della Polonia
11.751 euro il potere d'acquisto medio di un polacco di Varsavia rispetto ai 9.595 di Praga
13 gli hotel a 5 stelle nelle vicinanze di Three Crosses Square
70.000 mq la Gla delle principali high street di Varsavia
3,1 miliardi di euro il valore delle transazioni del real estate polacco nel 2014 (fonte: Cbre)

 

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