Velocità differenziate per i prodotti da gratificazione in Europa

Ricerca Iri sugli andamenti in 7 mercati europei: le abitudini nuove non si sono imposte alla stessa maniera in ogni mercato

Secondo le evidenze raccolte da IRI, i consumatori in clausura europei hanno speso oltre 2,2 miliardi di euro in più in acquisti alimentari di gratificazione, per un incremento medio di 12 punti percentuali. Il dato indulgence riguarda 7 mercati europei (Italia, Regno Unito, Germania, Spagna, Grecia e Paesi Bassi) e include categorie dolci e salate e bevande alcoliche. Emergono in particolare Spagna e Regno Unito, con incrementi di spesa attorno al 20%.

 

 

“Si sono registrati fenomeni di aggregazione sociale nuovi in quasi tutti i contesti analizzati -afferma Anne Lefranc, vice presidente marketing Iri per l'Europa e il Sudafrica- nuovi riti familiari sono stati introdotti. Un'analisi dettagliata consente ora ad aziende e marche di riferimento di impostare in maniera più incisiva le prossime settimane di prudenza cui verranno sottoposte le popolazioni europee durante l'inverno”.

Anche perché non ci sono stati solo vincitori nell'ambito indulgence: da rimarcare lo stop dei vini in terra francese (31%) particolarmente pesante se confrontato al buon andamento della categoria in altri paesi. Nel mercato transalpino paga scotto il pessimo andamento degli champagne che hanno dimezzato i valori di vendita a causa delle numerose cancellazioni di eventi a qualsiasi livello. In Francia solo le birre hanno saputo salvarsi da una debacle di mercato negli alcolici.

I mercati più dinamici sono quelli che hanno dimostrato di avere lo spirito e l'inventiva giusta per reimpostare completamente il momento dell'aperitivo. In questi contesti -legati alla moltiplicazione di occasioni di consumo/convivialità digitale- tutte le categorie merceologiche coinvolte hanno avuto modo di crescere, dai prodotti di mixology ai salatini di tutti i gusti. In Italia si è segnalato un peculiare buon momento per il gin, per i mix pronti il mercato inglese, per la tequila la Spagna.

I dolciumi ovviamente non hanno beneficiato di un effetto traino così potente e trasversale come l'aperitivo e, con la popolazione chiusa in casa, non sono riusciti a mettere a segno prestazioni brillanti. Nell'interezza delle situazioni analizzate i vari segmenti di caramelle hanno perso vari punti nell'arco temporale di tutte le settimane di massima allerta, senza riuscire a recuperare nei mesi estivi. L'unico mercato che ha retto è quello spagnolo, che ha registrato performance più solide attorno ai prodotti per bambini: come se nelle famiglie iberiche sia maturata la convinzione che il ricorso ai dolciumi possa aiutare nella gestione dei ragazzi fra le mura domestiche. Il tutto per un incremento di circa 30 milioni di euro rispetto alle vendite normali.

Emerge in tutta evidenza che il consumo adulto, per esempio di gomme da masticare e mentine, è un abitudine radicata in ufficio, mentre evapora totalmente se il lavoro viene svolto a domicilio, o comunque da remoto. Altra evidenza è l'incoronazione del popcorn a prodotto simbolo delle serate davanti al televisore in famiglia: una crescita particolarmente forte in Italia (53%) e Germania, che però non ha saputo confermarsi al ripristino di condizioni di vita sociale meno restrittive.

Infine il cioccolato, che ha perso soprattutto le occasioni di consumo legate ai prodotti pasquali, ma ha saputo intercettare nuovi interessi legati a tavolette e barrette. Le referenze più indicate per la realizzazione di dolci casalinghi hanno raccolto momenti di vendita importanti che sono in parte riusciti a mantenere anche nella fase successiva.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome