Vino di qualità in tutte le fasce prezzo con Cavit

È la mission aziendale di Cavit: offrire sempre un vino di qualità in tutte le varianti disponibili, dai prodotti daily fino alle proposte fine wine. Per ottenere questi risultati è necessario combinare tradizione e innovazione tecnologica

Nell’elegante cornice dello showroom Contract District di Milano, Cavit ha organizzato un evento per raccontare la sua articolata realtà dedita alla produzione vincola e per presentare alcuni dei sui vini più importanti. Cavit è un consorzio che riunisce dieci cantine sociali, collegate ad oltre 4.500 viticoltori distribuiti su tutto il territorio del Trentino, dalle quali riceve e seleziona le materie prime prodotte, controllando ogni fase dalla raccolta, fino alla commercializzazione. Con quasi settant’anni di attività Cavit ha sviluppato un modello di cooperazione che unisce artigianalità e organizzazione industriale, rispetto per la tradizione e innovazione tecnologica, sostenibilità e ricerca scientifica. Per Cavit è una mission primaria garantire sempre la qualità dei propri vini in tutte le espressioni in cui sono declinati: dai prodotti daily fino alle proposte fine wine, in pratica essere presenti in grande distribuzione o tra i prodotti pluripremiati senza mai sfigurare. “Cavit”, afferma Enrico Zanoni, direttore generale dell’azienda, “è l’esempio di come nel settore vitivinicolo sia possibile conciliare dimensioni aziendali e qualità dei prodotti.

Rendere il vino di qualità un piacere quotidiano da condividere è da sempre una missione per la cantina trentina

I vini e gli spumanti Cavit si distinguono per l’ottimo rapporto qualità-prezzo che li fa apprezzare da un ampio pubblico di consumatori, in tutto il mondo, e li pone nella posizione ideale per un’opera di divulgazione della conoscenza e del piacere del buon vino”. La strategia aziendale è focalizzata quindi sulla ricerca dell’equilibrio tra volumi e qualità della produzione ponendosi come elemento di regia verso i 4.500 coltivatori che ad essa fanno riferimento. Un ruolo che richiede la capacità di coniugare passione artigianale e metodi produttivi innovativi e all’avanguardia. “Il nostro progetto PICA, acronimo di Piattaforma Integrata Cartografica Agriviticola”, spiega Andrea Faustini, enologo e responsabile scientifico team agronomico di Cavit, “rappresenta oggi la più avanzata piattaforma tecnologica in Italia per l’implementazione di una viticoltura intelligente ed eco-sostenibile”.

Se nel canale della distribuzione moderna, a cui è dedicata l’ampia linea Mastri Vernacoli, Cavit vanta quote rilevanti con due dei suoi vini tra le prime cinque referenze del mercato, sul fronte del canale horeca, rivolto alla ristorazione e alle enoteche, oltre ad Altemasi, propone vini di alto livello con le linee Maso, Trentini Superiori e Bottega Vinai, espressione del territorio e della migliore arte enologica della cantina.

In occasione dell’evento di Milano, Cavit ha mostrato la qualità dei vini Trentini e ha focalizzato la presentazione su due vitigni particolari quali Chardonnay e Teroldego Rotaliano, nelle declinazioni daily e fine

Lo Chardonnay è il vitigno a bacca bianca più diffuso in Trentino, è un vitigno bandiera per il territorio, adattato a tutte le situazioni climatiche e di suoli. Si esprime in ogni situazione al meglio delle sue caratteristiche. Facile interpretazione per Mastri Vernacoli, dove si esalta piacevolezza e bevibilità. Può manifestare un’attitudine di complessità e tipicità quando valorizzato in vigneto con la linea Bottega Vinai. Per finire con l’esaltazione dell’unicità del Maso Toresella studiato e pensato per raggiungere altissimi livelli di struttura e complessità aromatica per vestire al meglio i panni dello Chardonnay riserva. Il Teroldego Rotaliano, è il vitigno autoctono trentino per eccellenza e rappresenta il principe dei vini trentini. A differenza dello Chardonnay, molto versatile, parliamo di un vino che fuori dal suo ambiente perde quasi significato: il territorio la fa da padrone e, in particolare, la Piana Rotaliana a nord di Trento, frutto dell’opera millenaria di un antico ghiacciaio che ha contribuito alla formazione di una piana alluvionale circondata da alti pareti rocciose. Qui il torrente Noce, con il suo lento scorrere, ha portato a valle ghiaia e ciottoli alluvionali dei materiali più disparati, contribuendo alla formazione di un sottosuolo ricchissimo: habitat naturale, per unicità climatica, del Teroldego Rotaliano. “Anche in questo caso”, sottolinea Susi Pozzi, direttore marketing di Cavit, “si parla di Mastri Vernacoli, che rappresenta tutto il territorio rotaliano, di Bottega Vinai, che nasce da una selezione delle sottozone del Teroldego, più vicine al fiume Noce, per finire con Maso Cervara al Valico della Rocchetta, un diaframma che collega la Valle dell’Adige con la Val di Non, che è il nostro cru, prodotto solo in annate speciali e lasciato maturare fino a diventare riserva”.

 

La tecnologia entra nella vigna. Si chiama PICA (Piattaforma Integrata Cartografica Agriviticola) il sistema per la gestione completa del processo di produzione vitivinicola: dalla coltivazione fino alle ultime fasi della vinificazione. PICA integra automaticamente i dati provenienti dai software di gestione delle diverse cantine, consentendo ai tecnici di tutte le cantine sociali la gestione di una cartografica avanzata dei dati vitivinicoli (anagrafe soci, catasto soci, conferimenti) e la consultazione dei modelli previsionali, messi a disposizione da una rete di ricerca teorica ed applicata d'eccellenza come quella trentina: sono partner dell’iniziativa la Fondazione Edmund Mach e la Fondazione Bruno Kessler, i più autorevoli enti di ricerca della provincia di Trento. Il sistema PICA si basa sulla conoscenza approfondita e aggiornata del territorio. Una cartografia multitematica consente di trovare tutte le informazioni relative a ogni singola zona: per esempio dati climatiche e tipologia del suolo. Con PICA è quindi più facile prendere decisioni importanti, dalla scelta del vitigno più adatto per ogni singolo terreno fino al momento ottimale per la vendemmia passando da una gestione efficiente dell’irrigazione che non sprechi acqua. In questo modo si ottimizzano le risorse e si riducono i costi. Tutto questo per ottenere prodotti di qualità e sostenibilità ambientale.

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