Vino: precipita l’export in Russia, ma l’Italia resta capofila

Nei primi 7 mesi del 2015 il valore dei vini italiani importati dal Paese cala del 26,8%. Al Vinitaly di Mosca oltre 800 etichette dei nostri produttori, a conferma di un legame che resta solido.

La complessità della situazione in Russia, tra svalutazione del rublo e perdita di potere di acquisto della classe media, arriva a toccare anche il comparto vitivinicolo. Nei primi sette mesi del 2015, secondo i dati ICE, il valore dei vini italiani importati dal Paese, pari a 57 milioni di euro, è calato del 26,8% rispetto allo stesso periodo del 2014, toccando anche il comparto-caposaldo degli spumanti.

Vino-italianoUn dato indice di contesto negativo, che conferma tuttavia l’Italia come primo esportatore del prodotto in Russia, capace di fronteggiare la crisi facendo rete anche attraverso iniziative come il Vinitaly di Mosca. Alla 12° edizione della manifestazione, andata in scena il 16 novembre nella capitale, erano infatti presenti oltre 800 etichette made in Italy, in rappresentanza dei singoli produttori, delle collettive delle Camere di Commercio di Udine e Gorizia-Friuli Venezia Giulia, di IW&SP - Italian Wine & Style Promotion e della Regione Veneto.

“Il mercato attraversa una fase di transizione: un potenziale investimento sulla Russia deve essere valutato in un’ottica di medio-lungo termine, avviando cioè un percorso che potrà rivelarsi particolarmente premiante quando la fase di congiuntura negativa sarà superata”, sottolinea il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani.

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