Sofferenze bancarie: al 40% quelle legate al mattone

A Re Italy, la convention del real estate nazionale, si è dedicato uno spazio importante al tema degli NPL soprattutto in ambito immobiliare: il mattone nel suo complesso incide per oltre il 40% sul totale sofferenze delle imprese italiane, con peso preponderante delle costruzioni

Oltre il 40% delle sofferenze bancarie relative alle imprese è riconducibile al mondo del mattone. Sul totale di finanziamenti concessi dagli istituti di credito e non rimborsati dalle aziende, pari a 154,6 miliardi di euro, 62,3 miliardi si riferiscono al settore delle attività immobiliari e delle costruzioni. È quanto emerge da un'analisi su febbraio 2016 del centro studi di Unimpresa. Di questo fenomeno si è parlato ampiamente anche nella convention Re Italy, tenutasi ieri a Milano, al Palazzo della Borsa, durante la quale sono stati forniti dati aggiornati sulla situazione "bad loans" soprattutto in ambito real estate, pubblicata anche sullo speciale Re Italy 2016 edito da Monitor Immobiliare.
In particolare, le attività immobiliari pesano per oltre il 13% (20 miliardi) sui crediti deteriorati, mentre l'incidenza delle costruzioni supera il 27% (42 miliardi). Nella classifica dei comparti che più faticano a rimborsare i finanziamenti alle banche figurano poi le aziende manifatturiere con il 23% (35 miliardi) e il settore auto (vendita e assistenza), con il 17% (26 miliardi). Dunque l'incidenza complessiva del mattone è del 40,30%.
Nel dettaglio, il settore delle costruzioni pesa per 42,07 miliardi (27,21%), di cui 3,05 miliardi si riferiscono alle imprese familiari, e 39,01 alle aziende di maggiori dimensioni. Le attività immobiliari (intermediazione, gestione) rappresentano 20,2 miliardi (13,08%), divisi tra 354 milioni riconducibili alle imprese familiari, e 19,8 miliardi alle imprese di maggiori dimensioni.
Le sofferenze totali sono salite da 187,2 miliardi di febbraio 2015 ai 196,1 miliardi di febbraio (+8,84%) in aumento di 8,8 miliardi. Rispetto alla fine del 2010 le sofferenze sono più che raddoppiate: in poco più di 5 anni da dicembre 2010 a febbraio 2016 sono salite da 77,8 miliardi a 196,1 miliardi, con un aumento di quasi di quasi 120 miliardi.

 

 

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