
La semplificazione dei processi Hr passa anche dal welfare aziendale. È in questa direzione che si muove Jet HR, che annuncia il lancio del nuovo modulo dedicato ai fringe benefit, sviluppato in collaborazione con la startup Tundr.
L’obiettivo è chiaro: ridurre il peso della burocrazia e rendere più accessibile uno strumento che, nonostante i vantaggi fiscali, resta ancora poco utilizzato dalle imprese.
Il nuovo servizio si inserisce all’interno della piattaforma Jet HR, già adottata da oltre 1.200 aziende italiane, e punta a integrare in un unico flusso digitale la gestione dei dipendenti e l’erogazione dei benefit. Una logica che elimina la necessità di sistemi paralleli e interventi manuali, semplificando il lavoro degli uffici HR.
Il tema centrale è quello della convenienza economica. Secondo i dati diffusi dall’azienda, a fronte di un bonus lordo da 1.000 euro — che comporta un costo aziendale di circa 1.400 euro e un netto per il dipendente di circa 600 euro — l’erogazione sotto forma di fringe benefit consente di mantenere invariato il costo per l’azienda (1.000 euro) e di trasferire l’intero importo al lavoratore, entro i limiti previsti dalla normativa. Un differenziale che può tradursi in un risparmio fino a 400 euro per dipendente ogni anno.
Nonostante ciò, l’adozione resta limitata: solo il 28,6% delle aziende clienti di Jet HR utilizza i fringe benefit in modo continuativo. Le cause sono individuate sia sul lato aziendale sia su quello dei dipendenti.
Per le imprese, il principale ostacolo è operativo. La gestione manuale delle soglie di esenzione, l’aggiornamento dei cedolini e il monitoraggio degli importi rappresentano attività complesse e dispendiose in termini di tempo. Il nuovo modulo interviene proprio su questo fronte: automatizza i controlli, segnala eventuali superamenti delle soglie e integra direttamente i benefit nel cedolino, eliminando passaggi intermedi e riducendo il rischio di errori.
Sul fronte dei lavoratori, invece, il limite è spesso legato alla scarsa fruibilità degli strumenti tradizionali. Una survey condotta da Jet HR evidenzia come il 67% dei dipendenti preferisca ricevere importi inferiori in busta paga piuttosto che utilizzare buoni acquisto poco flessibili. L’integrazione della Tundr Card — una carta basata su circuito Mastercard, utilizzabile sia online sia nei punti di vendita fisici — mira a superare questo ostacolo, offrendo un’esperienza d’uso più semplice e immediata.
A sottolineare il valore dell’operazione sono anche le parole dei due Ceo:

“Non ci sono altri strumenti in grado di raddoppiare il netto del dipendente e al contempo ridurre di un terzo il costo per l’azienda”, commenta Marco Ogliengo, Ceo e co-founder di Jet HR. “L’opportunità la offre la legge italiana ma ancora non è sfruttata al 100% perché sommersa di burocrazia, sia per il dipendente – che arriva a preferire meno soldi ma più spendibili – che per l’azienda. Con la nostra tecnologia risolviamo la burocrazia lato azienda, e con quella di Tundr quella lato dipendente”.

“Siamo felici di unire le forze con una realtà come Jet HR, che come noi ha scelto di sfidare la burocrazia partendo dall’esperienza concreta di aziende e persone”, afferma Giorgio Seveso, Ceo e co-founder di Tundr. “La nostra missione è democratizzare il welfare aziendale, rendendolo accessibile e davvero fruibile da tutti i dipendenti - per la cura dei propri cari come per le spese di ogni giorno - non solo in un’élite di grandi aziende strutturate. La collaborazione con Jet HR ci permette di accelerare verso questo obiettivo: portiamo la Tundr Card in un ecosistema che ha già dimostrato di saper ridisegnare i processi HR. Insieme possiamo avvicinarci ancora più rapidamente al traguardo di un welfare semplice, trasparente e ad alto impatto reale”.





