Intervista esclusiva a Maurizio Zamparini

Copertina – MARK UP incontra il patron del Palermo Calcio che parla dei suoi investimenti: dai centri commerciali al fotovoltaico. E sogna un mercato più libero, dal Friuli alla Sicilia. (Da MARK UP 198)

La storia imprenditoriale di Maurizio Zamparini si potrebbe dividere a grandi linee in due fasi: la prima, dal 1972 al 2002, coincide con lo sviluppo Emmezeta, la
catena di mercatoni da lui creata
nel 1972 e ceduta trent'anni dopo a
François Pinault che trasformerà in
Conforama i 18 punti di vendita acquisiti. La seconda fase, dal 2002 a
oggi, più varia e tumultuosa, corrisponde alla stagione degli investi
menti pluri-direzionali, con la passione del calcio a fare da leitmotiv a
un'attività che spazia dall'immobiliare commerciale al settore turistico, dall'agricoltura al fotovoltaico.
Il calcio è uno dei grandi amori di
Zamparini. Da giovane è stato centravanti nella Trivigiana. Poi il salto dai campi da gioco all'imprenditoria sportiva. Dopo il Pordenone, rileva il Venezia, che salva dal
fallimento, fondendolo con il Mestre. In un decennio la squadra lagunare arriva in serie A. Zamparini
cede il Venezia e acquista il Palermo da Franco Sensi, ex patron della Roma: con i rosa-nero ottiene la
promozione in A nel 2004; nel 2005
2006-2007 e 2010 il Palermo riesce
a qualificarsi in Coppa Uefa (oggi
Uefa Europa League).
A MARK UP, che l'ha incontrato
nella sede di Vergiate, Zamparini
non parla solo di sé e del suo gruppo. Scaldati i motori, diventa quasi incontenibile: punta il dito contro la burocrazia e l'insensibilità
del fisco, sconfinando nei territori
più disparati, dall'attuale situazione politica italiana ai tea party di
Prato, dalla grave congiuntura nella quale versa l'economia familiare e imprenditoriale di tanti italiani al difficile dilemma tra libertà e
sicurezza: a proposito della tessera
del tifoso, Zamparini si concede la
citazione di un celebre apoftegma
di Benjamin Franklin: “chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di sicurezza non merita né la libertà né
la sicurezza”.

Signor Zamparini, mi permetta di dissentire: un paese
sicuro è un anche un paese libero. Non il contrario.

Guardi, su questo tema mi sono
sempre trovato dall'altra parte
della barricata rispetto al mio
caro amico, Piero Grasso (Procuratore nazionale antimafia, ndr): lui pensa che la sicurezza sia prioritaria rispetto alla libertà. L'uomo è nato libero.
E più se ne conculca la libertà,
tanto minore sarà il grado di sicurezza complessivo. Certo, la
libertà non deve collidere con
la giustizia. Quando penso in
particolare al mercato e all'economia, mi verrebbe da dire che
questo paese non è libero.

A proposito di mercato, lei
ha investito in diversi settori,
partendo dalla grande distribuzione non alimentare, il primo dei suoi successi storici.

Ho sviluppato la formula dei
moderni mercatoni in Italia.
Sono arrivato nel 2001, con 18
punti di vendita che fatturavano complessivamente 1.000
miliardi di lire quando ho venduto la catena al francese Pinault per 850 miliardi di lire.
Da italiano cretino che cosa ho
fatto con questo volume di liquidità? Ho pensato di investire nel mio paese.

Perché da italiano cretino?
Perché investire in questo paese è folle, visto l'apparato burocratico italiano. Dal 2002 a oggi
ho solo investito. Ma lo sviluppo in Italia è impedito da troppi intralci.

Esempi?

Gliene faccio due limitandomi ai centri commerciali. A Cerignola abbiamo acquisito nel
1995 dal comune un terreno
commerciale con una convenzione in base alla quale eravamo autorizzati ad aprire un centro di 20.000 mq coperti: siamo
nel 2011 e non abbiamo ancora ottenuto il permesso per costruire.
Lo stesso vale per Foggia, dove abbiamo un'area di circa
300.000 mq: su 150.000 mq di
commerciale stiamo aspettando da 12 anni le autorizzazioni.
Nel frattempo paghiamo l'Ici.
Questo è il nostro paese. Nessun gruppo internazionale ha
più voglia di investire da noi direttamente: hanno il terrore
della tempistica e della non certezza dei diritti.

Lei è promotore di centri
commerciali. Ne ha anche uno
di grandi dimensioni in preparazione in Sicilia che dovrebbe
aprire per settembre 2011.

Sì, stiamo sviluppando Conca d'Oro a Palermo, un centro
commerciale di 60.000 mq di
slp, con 116 punti di vendita.
Abbiamo tre shopping centre in
attività (Afragola, Benevento e
Cosenza) e tre in Croazia (Zagabria, Spalato e Osjek). Vorremmo sviluppare analoghi insediamenti a Fiume, a Salerno,
Cerignola e Foggia su altre aree
di nostra proprietà.

Come si struttura il suo
gruppo?

Tutte le attività fanno capo alla Sapa di famiglia, della quale i
miei figli detengono il 99%. Fra
capitale sociale (38 milioni) e finanziamento soci (170 milioni),
abbiamo mezzi propri per circa
200 milioni. Il nucleo portante
del gruppo è Finzeta, società di
servizi, con 100.000 euro di capitale sociale.

In quali altri settori ha in
vestito?

In agricoltura, nell'immobiliare turistico e ricettivo, e nelle energie rinnovabili. Abbiamo alcune proprietà molto belle in Toscana: a Poggio Torselli
San Casciano dove produciamo
il Chianti. Poi 750 ettari dietro
Pontassieve. In Puglia siamo
proprietari di circa 700-800 ettari, sempre destinati all'agricoltura. In questa regione abbiamo presentato progetti per
la realizzazione di tre campi da
golf con alberghi e club house.
Sempre nell'immobiliare turistico, abbiamo un progetto finalizzato alla creazione di un
altro resort su circa un milione
di metri cubi a Grado, per un in
vestimento di circa 1 miliardo
in dieci anni.
Infine, Immobiliare Monte Mare a Vergiate e Monte Mare Costruzioni a Udine investono in
prevalenza nel residenziale: sono aziende che possono fatturare 15-20 milioni di euro l'anno.

Il settore immobiliare in Italia non sta andando bene.
i problemi si sentono soprattutto sul versante edilizio e
di sviluppo. È d'accordo?

Sì. Adesso è tutto fermo. Anche
noi stiamo riprendendo con coraggio e difficoltà: abbiamo dovuto affittare molti immobili che avremmo invece preferito vendere. La politica non capisce che se l'edilizia non riparte, non ci sarà ripresa in questo
paese.

In questo
momento quali
sono i maggiori
problemi in Italia?

Sono quelli del mondo ma ingigantiti. Nel dopoguerra è iniziato un fenomeno che ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti: le corporazioni e le
istituzioni sono diventate proprietarie dello Stato allontanandosi dai problemi veri della gente. Hanno creato un sistema che si autoalimenta, dimenticando il popolo. Questo
fenomeno è in Italia particolarmente amplificato. Gli uomini
che compongono questo moloch burocratico pensano che
la parte produttiva del paese,
quella che produce ricchezza,
non serva più. Se però una nazione non produce ricchezza, il
Moloch dove troverà le risorse
per sostenersi?
Un altro problema, che coinvolge tutto il mondo, è la liberalizzazione che ha creato troppi
scompensi: il lavoro è stato trasferito in altri mercati dove la
manodopera costa meno. Per
fortuna in Italia abbiamo tutto: compresa la natura. Che ci
offre quello che vogliamo, anche la materia per le energie pulite. Il settore delle energie rinnovabili è cresciuto moltissimo
in questi anni. I nostri politici lo
stanno, però, bloccando per favorire il nucleare. Pensi che basterebbe adibire a fotovoltaico
l'1% della superficie complessiva del paese per diventare autosufficienti dal punto di vista
del fabbisogno energetico. Naturalmente va preservato il territorio che è il nostro bene principale.

Può essere più preciso sui
suoi investimenti nel solare?

Ho due parchi fotovoltaici in
Puglia uno in provincia di Bari, l'altro nei dintorni di Brindisi da 80 Mw per un investimento complessivo di 200 milioni di euro, già finanziato.
La conferenza di servizi doveva durare sei mesi: si è protratta per un anno e a novembre
abbiamo firmato le convenzioni. Mancava solo la firma di
un atto dovuto: ma il funzionario ancora oggi non appone
il suo autografo.

Qual è il giro d'affari del suo
gruppo in questo momento?


Non abbiamo fatturato, ma solo investimenti. Molti dei quali sono ancora costi, come Conca d'Oro a Palermo, sul quale ho
investito 140 milioni. I tre centri commerciali di proprietà attivi a Benevento, Afragola e Cosenza valgono circa 140 milioni, i centri in Croazia circa 120
milioni.

L'industria dei centri commerciali attraversa una fase
critica, caratterizzata da un
forte rallentamento degli investimenti. Ne avete risentito anche voi?

Eccome. Abbiamo dovuto ridurre del 50% gli affitti. La domanda sta calando drasticamente.
E la domanda cala perché diminuisce il potere d'acquisto.
Se non c'è una decisione politica forte, che non sia dominata dalle lobby bancarie e dalle
multinazionali, si va a fondo.
Sa qual è il problema più grosso oggi?

Sentiamo.

In questo momento lo Stato fa
paura. Lo sa che abbiamo 1,2
milioni di ipoteche su prime case? Sto cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo
problema che coinvolge almeno
5 milioni di persone. Purtroppo
non potrò più farlo dagli schermi di Antenna 3. Serve un'iniezione di liquidità per far ripartire i consumi e il mercato. E il
ministero dell'Economia e delle Finanze che cosa fa? Raschia
il barile attraverso il braccio di
Equitalia, che sequestra case, camion e immobili agli imprenditori strozzati dalla crisi.

Esiste anche il problema del
sommerso. Equitalia ha recuperato nel 2010 9 miliardi di
tasse e contributi evasi.

Guardi, un conto è recuperare,
un conto è perseguitare. Questo
Governo sta facendo tantissimi danni all'Italia. La Lega non
protegge più nemmeno le partite Iva. Oggi non c'è un politico che possa dare serie garanzie all'economia, né a destra né
a sinistra.

Chiudiamo l'intervista con
una nota...rosa-nero: come va
il Palermo? Si parla di trattative per la cessione.

Devo dire che sono deluso non
dalla mia squadra, ma dal
mondo del calcio: anche per
questo motivo ho incaricato un
advisor per la valutazione della società. Nel Palermo ho investito quasi 100 milioni, ma la
squadra mi ha dato molte soddisfazioni, oltre che una grande pubblicità. Da tre anni sono
in pareggio perché riesco a realizzare plusvalenze sui giovani: vendendo due/tre giocatori validi l'anno. Spero di poter
trovare un acquirente giovane
ed entusiasta, che dia al Palermo continuità di rendimento e
passione.

Continuità e passione: i due
ingredienti base anche per la
vita.

Senz'alcun dubbio.

Chi è Maurizio Zamparini

Settant'anni a giugno, nato da famiglia contadina a Bagnaria Arse,
frazione di Sevigliano, vicino a Palmanova (Ud), Maurizio Zamparini lascia presto la terra friulana per la Lombardia, dove, a ventuno
anni, apre a Vergiate (Va) la sua prima “fabbrichètta”, un'azienda
artigianale che produce caloriferi e marmitte per auto.

Dieci anni dopo il grande passo: inaugura a Vergiate il primo 'mercatone' a insegna Emmezeta (dalle iniziali del suo nome), una catena che, poco prima di essere venduta nel 2002 a François-Henry
Pinault, presidente di Ppr, poteva vantare un fatturato per punto
di vendita pari a 55 miliardi di vecchie lire, 28,4 milioni di euro. I 18
Emmezeta (superficie media 7.000 mq) sono diventati Conforama.
Tanto per far capire come la crisi dei consumi ha inciso sul mercato, la produttività degli Emmezeta era di circa 4.000 euro al
mq, contro gli attuali 2.400 euro di Conforama, format basato su quattro grandi aree merceologiche: mobili, arredamento, elettrodomestici e hi-tech. Conforama Italia
controlla anche pdv specializzati in abbigliamento a
insegna Emmezeta Moda (13 punti di vendita), con
superficie media di 1.800 mq.

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