Gli e-shopper cinesi sono il futuro delle pmi italiane nel retail

Il numero di utenti cinesi che acquistano prodotti online è cresciuto del 36% dal 2015 a oggi, arrivando a 650 milioni nel 2018. Il valore complessivo delle transazioni sui canali eCommerce in Cina è passato dai 578 miliardi di euro del 2015 ai 1.000 miliardi nel 2018.

 

 

A rilevare questi numeri è stata la ricerca “Modelli di export verso l’Asia” presentata a Milano al convegno “Crescere in Asia, le nuove sfide del retail” promosso da Texere Advisors. Un dato di grande interesse per le pmi italiane e per quel Made in Italy tanto apprezzato oltreconfine.

Parliamo di un mercato dove brand internazionali come Amazon sono pressoché irrilevanti (1% di penetrazione) e a dominare è Alibaba attraverso le piattaforme Tmall (57%) e JD.com (27%). Per quanto riguarda i canali di acquisto, i consumatori cinesi privilegiano nettamente quelli mobile (73%), mentre il laptop si attesta sul 27%.

 

 

A riconferma di un grande spazio per la crescita e lo sviluppo sul territorio: i consumi in Cina rappresentano oggi il 39% del prodotto interno lordo, rispetto a una media mondiale del 58%, e le esportazioni di prodotti italiani nel Paese sono solo lo 0,9% del totale.

Come sottolinea Andrea Bonardi, fondatore Texere Advisors:

Il new retail, bassato sull’integrazione tra aperture di negozi reali e virtuali, si impone in Asia come modello di riferimento per avviare efficaci progetti di internazionalizzazione su un mercato con straordinarie potenzialità di crescita per le pmi italiane. Il successo del Made in Italy passa attraverso la realizzazione di piani di sviluppo sempre più sofisticati, costruiti sul riconoscimento e la valorizzazione della forte identità culturale e professionale di tutti gli interlocutori di riferimento sul mercato asiatico, dall’imprenditore al consumatore.

 

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