JLL, “Il retail è sempre un settore chiave in Italia”

In concomitanza con la prima edizione di Mapic Italia 2016, i dati comunicati da JLL prospettano un buon 2016 per il settore delll'immobiliare commerciale: entro fine anno si prevede il completamento di 11 progetti, metà dei quali sono centri commerciali

I dati comunicati oggi da Jones LangLaSalle (JLL), una delle più importanti società di consulenza e servizi per il mondo immobiliare,  lo confermano: anche in questa prima parte del 2016 il retail in Italia rimane un settore trainante. Questo riguarda non solo Milano, Roma o Venezia, ma anche le piazze secondarie come Firenze, Torino, Bologna e Napoli, dove stanno nascendo interessanti piani di riqualificazione o riposizionamento delle destinazioni di shopping. Una notizia che sarà sicuramente gradita agli operatori oggi riuniti a Milano per la prima edizione di Mapic Italy.
Nel primo trimestre 2016 lo stock del settore Retail ammonta a circa 18.542.000 mq, dato che include centri commerciali, parchi commerciali, factory outlet e anche in parte residuale i cosiddetti leisure, entertainment e lifestyle centre. A livello di distribuzione geografica, per quanto riguarda il Retail moderno la situazione è ancora simile al passato recente: concentrazione nel nord del Paese (circa il 58% del totale), predominanza di centri commerciali (86%) e di prodotti di piccole dimensioni o centri di prossimità (48%).
Ancora oggi in Italia sono pochi gli esempi di centri di dimensioni elevate (>80.000 mq) che rappresentano infatti solo il 2% del totale. La scarsità di prodotto di dimensioni regionali e sovraregionali unita all’appetito degli investitori Retail nei confronti di questo tipo di asset, sta spingendo i player verso progetti di sviluppo o turnaround contribuendo alla crescita ed al rinnovamento dello stock esistente.

Entro fine 2016 si prevede il completamento di altri 11 progetti già in costruzione (6 centri commerciali, 3 factory outlet, 2 parchi commerciali) per un totale di circa 477.000 mq, per il 75% concentrati nel nord Italia, a cui si aggiunge una media di 400.000 mq all’anno prevista per il periodo 2017-2020 (fra progetti in costruzione e pianificati).

Stabilità dei canoni
Per quanto riguarda i canoni, nel 1° trimestre 2016 i livelli "prime" dei centri commerciali mostrano una generale stabilità rispetto alla chiusura 2015: a Milano e Roma il dato si attesta rispettivamente su valori annui di 880 euro al mq e 935 euro al mq.
L’High Street continua ad attrarre l’interesse da parte di operatori internazionali e nuovi ingressi. Permane la crescita dei brand esistenti, che ambiscono ad affermarsi e consolidare la propria visibilità sul mercato. Le classiche aree dello shopping cittadino stanno subendo un fenomeno di “booming”: la forte richiesta di spazi più ampi e la scarsa disponibilità degli stessi sta generando una naturale espansione delle vie consolidate, creando nuovi percorsi di shopping.

Investimenti
Per quanto riguarda gli investimenti, va segnalata la buona performance del settore che ha visto finalmente conferma della sua ripresa registrando 640 milioni di euro nel 1° trimestre 2016, circa la metà di quelli investiti in tutto il 2015. L’attività Retail è attualmente presente in tutti i segmenti, High Street, centri commerciali, parchi commerciali e factory outlet, in linea con gli obiettivi diversificati degli investitori che hanno come "target core asset" o ritorni elevati con un approccio value add. In particolare il settore High Street beneficia anche di un’ulteriore attenzione da parte degli investitori istituzionali domestici e internazionali che, non trovando nel settore Uffici prodotto core di dimensioni rilevanti, si spostano sul prodotto Retail a redditività elevata e garantita. Il risultato di tale attenzione trova evidenza nella continua compressione dei rendimenti netti prime per tutti i segmenti del settore Retail anche in questo inizio di 2016.
Le previsioni per quest’anno confermano il forte interesse per tutto il settore Retail da parte di vari investitori internazionali che, in questo momento, sono pronti a considerare anche categorie di rischio diverse (non più solo core dominant), dimensioni inferiori (non più solo big size) e location non più solo nel nord Italia. Più in particolare il segmento High Street continuerà ad attrarre anche operatori domestici.

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