Dopo l’articolo 62 la beffa della reverse charge

La materia è per fiscalisti e ragionieri. E i dirigenti della Gdo, che non sono così tecnici, non hanno potuto (o voluto) discuterne più di tanto. Il più preciso sull'argomento è stato Francesco Pugliese, ad e direttore generale di Conad, che ha affrontato questo "hot topic" prima di Natale, nel corso di una conferenza stampa milanese nella quale, però, il problema della "reverse charge" non mi sembrava "on top of the complaints list". In quell'occasione Pugliese ha specificato che l'Iva a credito per un gruppo come Conad ammonta a circa 1,4 miliardi di euro all'anno.

"La Gdo non è in grado di reggere l'impatto"
Mario Gasbarrino (foto)
, direttore generale di Unes, muove qualche critica anche ai giornalisti: non avrebbero dedicato la giusta attenzione a un problema "devastante" (è l'aggettivo che ricorre con maggior frequenza nei discorsi sulla "reverse charge") per la Gdo: "Il nostro settore  non può sostenere questa misura" rincara Eleonora Graffione, numero uno di Coralis.Gasbarrino commenta il cambiamento con questo tweet: "Do compra con Iva e compensa con venduto, domani compra con Iva e chiede rimborso al Fisco"
L'applicazione dell'inversione contabile alla gdo è però subordinata al sì dell'Europa (vedi Riccardo Zavatta, Il Sole 24 Ore, 30 dicembre 2014). Campo di applicazione sarebbero le strutture di grandi dimensioni (ipermercati), con superficie superiore a 2.500 metri quadrati, i supermercati (pdv con superficie uguale o superiore a 400 metri quadrati) e i discount alimentari di superficie fra 200 e 1.000 mq.

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