Secondo Jll, le transazioni nel mercato dell'immobiliare logistico hanno superato nel complesso i 300 milioni di euro: è la cifra più alta mai registrata a livello trimestrale

Da inizio 2017 Jll ha riscontrato segnali positivi sul mercato real estate corroborati dagli investimenti di capitali esteri e dalle locazioni generate dal dinamismo delle grandi società.
I volumi, pari a circa 3 miliardi di euro, registrati fino ad oggi in tutti i settori evidenziano un’attività in linea con lo stesso periodo dello scorso anno.
La carenza di prodotto sta rallentando il mercato. In una fase nella quale gli investitori sono particolarmente attenti e selettivi, la forbice tra prodotto prime e secondario si allarga considerevolmente, tanto che molte asset class secondarie escono dal radar degli investitori istituzionali.

Gli immobili direzionali si confermano settore trainante: la loro quota resta invariata, a circa 900 milioni di euro. Dopo un primo trimestre (2017) all'insegna del rallentamento, anche il retail si è allineato all'andamento dello stesso periodo 2016.
L'High Street genera una domanda costante, come i centri commerciali prime. Aumenta l’interesse per i retail park prime, per il profilo di rischio più contenuto.

Sorprendono le prestazioni nel settore logistico, nel quale si sono registrate transazioni superiori ai 300 milioni di euro: è la cifra più alta di sempre mai registrata a livello trimestrale.

Un altro fattore positivo, aggiunge Jll, è la presenza sul mercato italiano e in tutti i comparti dell'immobiliare, delle principali tipologie di investitori: "core", opportunistici e "value add". I capitali esteri, in larga parte europei, fanno la parte del leone, con una quota di circa l’80% sul totale investimenti.

Nel mercato uffici (locazioni) i dati registrati fino alla fine di aprile 2017 evidenziano un forte indice di assorbimento se comparato con gli anni scorsi. Da segnalare il dinamismo in questi primi mesi 2017 sul versante delle aziende: le richieste prediligono i grandi spazi, purché dotati dei requisiti di qualità-prezzo-accessibilità.
Scarsa la disponibilità di prodotto di qualità pronto, soprattutto nel centro storico e nel CBD, con conseguente difficoltà nel trovare soluzioni adeguate alle richieste attive in questi sottomercati.

 

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