Sephora impagina bellezza e new age

I LIBRI DI MARKUP –

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Nelle mani del finanziere Bernard Arnault (gruppo Lvmh) quel
gioiellino chiamato Sephora (nome mutuato da una delle mogli
di Mosè) vale qualcosa come 46 volte il suo utile lordo. Da
quando Arnault ha conquistato Sephora sono molti gli analisti
che si chiedono quanto manca a veder sventolare la S allungata nelle
principali capitali europee. E in effetti i primi segnali di espansione
rapida si colgono qua e là sul territorio. Come nel caso dell’Italia
dove il gruppo francese ha acquistato una piccola catena,
Kharys, che verrà velocemente trasformata secondo i canoni del gruppo. Canoni
rigidi, sofisticati, esclusivi, che, visti nel flagship store sugli Champs Elysées a
Parigi, appaiono talmente importanti da scoraggiare chi volesse copiare il layout
o i concetti espressi. Come del resto i colori intarsiati in marmi ricercati che fanno
da contrasto alla cromia nera (prevalente), bianca (molta) e rossa (con vistose
funzioni segnaletiche). L’entrata è una lunga passerella in cui si può osservare la
storia passata e presente del profumo visto dalla maison. La lunga navata in cui
sono disposti merci e servizi va scoperta poco per volta, per gustarseli fino in fondo.
All’ingresso un banco circolare è un po’ il braccio di ferro di Sephora con il
mondo intero della profumeria, di lusso o a self-service (le catene di ipermercati
cercano disperatamente di buttarsi in questo business duraturo e miliardario). Ospita
tanti piccoli campioncini di essenze per ottenere il profumo su misura per il
cliente esigente: un gran sacerdote in divisa nera, quasi un tight, studiata esclusivamente
per Sephora (le commesse hanno anche lunghi guanti) spiega sussiegoso
il risultato ottenibile. Quello delle divise è un elemento costante e, forse, serve
per elevare il commesso a profumiere di gran classe. A sinistra si snoda il lungo
lineare dei profumi diviso per marche: invidiabile quella soluzione adottata di doppia canalina (cilindrica e piatta), una per i prezzi e una per descrivere il profumo.
Nella zona viso e occhi, ma sul perimetro, un grande pannello stile aeroporto
segnala i prezzi delle principali marche di profumi nei più importanti duty free
shop: un altro segno dell’internazionalità di Sephora. Al secondo blocco di casse,
verso il fondo, ecco altre sorprese: quattro postazioni internet in box verticali trasparenti,
quasi delle cabine telefoniche, e due sale relax, ognuna con quattro chaise-
longue, monitor personalizzato a
cristalli liquidi e cuffie per vedere
e sentire programmi new age. Fra
le due sale, un videowall per film
sulla bellezza. E sul finire del
layout la zona dei lineari self-service
sempre sul tema e di massima
professionalità. Ovviamente quello
descritto è il flagship. Gli altri negozi
Sephora non dispongono di
questi sofisticati elementi, mentre
tutti hanno in comune l’atmosfera,
i colori e un numero sufficiente di
buttafuori. Per giornalisti e operatori
del settore.

L.R.

       
 
I NUMERI
 
  Indirizzo
Champs Elysées, Parigi (F)  
  Anno di apertura
1996  
  Categorie 5  
  Superficie di vendita
800 mq  
  Fatturato 20 mld  

Allegati

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