Rapporto Coop, “Italiani i più pessimisti d’Europa (e fra i meno pagati)”

Luca Bernareggi,_ Presidente Ancc-Coop
Un italiano su due si dichiara pessimista: è il dato più elevato all'interno dell'Ue, secondo quanto certificato dal Rapporto Coop 2019

Fra le conferme statistiche e socio-demografiche che non stupiscono affatto, emerse dal nuovo Rapporto Coop ("Rapporto Coop 2019-Consumi e stili di vita degli italiani"), spicca la più importante: siamo ancora il popolo più pessimista d’Europa (almeno, questo è il framework mentale e spirituale di 1 italiano su 2), un pessimismo che prolunga la sua ombra anche sulle prospettive dei figli. L'Italia risulta anche il paese dell'Ue meno ottimista sul futuro.

La prima metà del 2019 evidenzia chiari i segni della stagnazione economica, e se la recentissima nascita del nuovo Governo cambia lo scenario, la variazione attesa del Pil a fine anno anche nell'ipotesi più ottimistica si attesta appena sopra lo 0 (+0,1%) anche se potrebbe saltellare in avanti come bimbetto arrivando al +0,7% verso il 2020.

Non c'è dunque da stupirsi se già nel 2018, dopo 5 anni di aumenti seppur moderati, si è assistito a un dietrofront della spesa delle famiglie (in termini reali la contrazione è -0,9%) con ampi divari territoriali: 10.000 euro annui separano i consumi mensili delle famiglie del Nord Ovest dalle famiglie delle isole e del sud.

I Paesi Ue lavorano meno di noi

Altro motivo di depressione sancito dal Rapporto Coop: gli italiani sono i più stakanovisti d'Europa, loro malgrado, e guadagnano sensibilmente di meno rispetto al resto d’Europa. Quello italiano è un lavoro povero e come tale porta con sé insoddisfazione in più direzioni: da un lato, il 66% dei part timer aspirano al tempo pieno (il 50% in più della Germania), dall’altro il 32%, a fronte di una media europea del 20%, non ritiene di aver raggiunto un equilibrio fra tempo di vita e tempo di lavoro.

Eppure, nonostante queste difficoltà, 1 italiano su 2, se interrogato, non esita a collocarsi nel ceto medio (è la quota più alta d’Europa con una differenza di 5 punti percentuali nei confronti della Germania e di 13 rispetto alla Francia), anche se poi paradossalmente il nostro è un ceto medio nel quale più della metà (52%)  lamenta difficoltà ad arrivare a fine mese. Solo in Italia, fra i Paesi dell'Ue occidentale, esiste il ceto medio proletarizzato.

..mentre gli italiani guadagnano in insicurezza

In 18 anni sono cresciuti di oltre il 20% i sistemi di allarme installati nelle abitazioni, nel 2018 in un solo anno le licenze per porto d’armi sono cresciute di quasi il 14% (+13,8%). Ad alimentare il falò di tale insicurezza, commenta Coop, la palesa incapacità di gestire il fenomeno immigrazione e l’integrazione completamente mancata nel nostro Paese.

Gli anticorpi green

Come sempre, quando il sentiment e l'umore finiscono nel sottoscala, salgono proporzionalmente ai piani alti la cura del sé (e quindi ritornano in auge i cultori di Narciso, Apollo, Ermes Trismegisto, Atena, ed Esculapio, cioè cosmetica-bellezza, sport e salute, spiritualità/esoterismo, cultura e intelletto, farmaci e cure sanitarie) e la sensibilità ambientale. In tanti sognano un’abitazione eco-sostenibile (55%), acquistano sempre più spesso abbigliamento (13% oggi e 28% in futuro) e auto alimentate con fonti d'energia non fossili: è ancora una nicchia, ma cresce la vendita di auto ibride (+30%) e soprattutto elettriche (+148%).

Gli italiani si rivolgono alla cosmesi verde: 1 donna su 4 sceglie cosmetica green e in appena un anno nel 2018 sono stati oltre 13.000 i prodotti lanciati nel settore con claim legati alla sostenibilità pari a un +14,3% rispetto all’anno precedente.

I cambiamenti di stili alimentari

La sostenibilità pervade il cibo: il 68% ritiene favorevole far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto. Un atteggiamento che riflette una buona consapevolezza di un fenomeno drammatico, se si pensa che ogni settimana ingeriamo involontariamente con gli alimenti 5 grammi di microplastiche, ovvero il peso di una credit card (1 bottiglia d’acqua contiene fino a 240 microplastiche a litro).

Gli italiani si tengono sempre più lontani dai fornelli di casa a dispetto dell’italica passione per la cucina: in 20 anni abbiamo dimezzato il tempo passato a cucinare ogni giorno e oramai vi dedichiamo appena 37 minuti. A questo fenomeno fanno riscontro nuove tendenze come le instant pot (le pentole elettriche) in grado di garantire successi culinari istantanei; il crescente spazio di fibre e proteine nei carrelli delle spesa (nel 2018 su Google alla parola proteina sono associate 64 milioni di ricerche) a scapito di grassi e carboidrati.

E -questo sì che è un fenomeno interessante- ritorna la carne (+3,5% le vendite nella Gdo) soprattutto italiana. L’italianità è infatti l’altro concetto chiave e arriva a contare di più persino rispetto al sapore e al prezzo. Il 78% dei consumatori è rassicurato dall’origine 100% italiana e questi prodotti crescono del +4,8% in un anno (2018 su 2017). Sicurezza è la parola vincente anche a tavola.

Le risposte di Coop a livello di strategie

"In un quadro di raffreddamento dei consumi e di accelerazione dei trend di fondo nei comportamenti delle persone, Coop ha avviato nel 2019 una revisione profonda delle sue politiche –spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italia-.  Da un lato abbiamo fortemente potenziato le scelte consumeriste sull’ambiente, sul benessere alimentare e sulla convenienza dell’offerta, dall’altro si è realizzato un cambiamento negli assetti interni di Coop Italia e di Ancc che ci permetterà di affrontare con più forza i nodi strategici del futuro. A fine settembre lanceremo una nuova campagna di informazione e comunicazione che evidenzierà lo stretto rapporto tra i valori di Coop e la sua offerta di prodotti e servizi. Il Prodotto a marchio Coop, che continua a crescere nelle quote, sarà il perno delle nostre azioni future e lavoriamo su questo in stretta correlazione con la propensione green degli italiani e le loro scelte d’acquisto come evidenziato nel Rapporto Coop. Le vendite Coop nel 2018 sono state di 13,4 milioni di euro, nel 2019 stimiamo una conferma di questo dato, in un quadro che vede da un lato razionalizzazioni della rete e dall’altro un numero limitato di nuove aperture. In questa fase gli investimenti di Coop sono di oltre 500 milioni rivolti in gran parte al miglioramento dell’offerta nell’attuale rete di punti vendita”.

CREDIT

L'anteprima digitale del Rapporto Coop 2019-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi è già disponibile sul sito www.italiani.coop. Il Rapporto è redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto di analisi di Nielsen e i contributi originali di  Demos, Gfk, Gs1-Osservatorio Immagino, Iplc ItaliaIri Information Resources, Mediobanca Ufficio StudiNpd, Pwc, Tetra Pak Italia.

 

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