Tenace o fortunato?

tenacia e determinazione, tanta determinazione, hanno spinto Maggiorino maiorana dove è... anche se lui insiste nel dire che è... tutta fortuna (da Mark Up n. 264)

In questo nostro viaggio, su e giù per l’Italia, alla ricerca de #ilsegretodelsuccesso, si conferma ogni volta di più quanto la comprensione della dimensione locale sia di fondamentale importanza. Altra considerazione ... le imprese, che abbiamo incontrato fino ad ora, assomigliano in maniera vertiginosa all’imprenditore che le ha create: in questo non fa differenza Maggiorino Maiorana, che ha dato vita a un gruppo snello, sufficientemente flessibile e in grado di adattarsi alle esigenze del cliente, agguerrito sui prezzi con un occhio attento alla provenienza e alla qualità dell’offerta. Un player importante per il panorama laziale, con la forza dei cash&carry e la presenza sul territorio con i supermercati.
Come è cominciata?
Come per tanti altri, da ragazzino di bottega: si andava a scuola e si andava a lavorare, era una cosa normale. Facevi il cascherino, poi passavi alle consegne, quindi in negozio, fino al servizio militare. Al ritorno, il negozio mi stava stretto e ho cominciato con un magazzino, piccolo, per conto mio e da lì ho cominciato la scalata. Mi sono congedato dal servizio militare a 21 anni, a 23 mi sono messo in proprio, ero sposato, ma non avevo figli, a settembre del 1972, Alessandro è nato a luglio 1973. Da allora è cominciata la scalata.
Arrivando ai giorni nostri ...
Siamo quasi al quarantasettesimo negozio, si è trattato spesso di occasioni, qualche colpo di fortuna ... Un tempo era più facile, perché non c’era tutta questa concorrenza.
Perché i supermercati?
Ho scelto di fare retail perché già all’epoca si sentiva nell’aria che stava cambiando
qualcosa, che sarebbe stato necessario diversificare. Non nego che sarei rimasto solo con l’ingrosso, infatti, non l’ho mai dismesso; dopo il 1995 ho aperto altri tre cash&carry, continuando con lo sviluppo.
L’ingrosso però non è solo in Italia ...
Esportiamo in tutte le parti del mondo, sia via aerea, che via mare che su gomma. Un lavoro che faccio da tanti anni, e che si sta accentuando sempre più. Siamo fortunati: siamo italiani. Il prodotto italiano va, ci sono un sacco di ristoranti che lo richiedono. Inoltre, servo tutte le ambasciate. In più siamo al Car, facciamo il servizio dogana, pensiamo noi a tutti i documenti che facciamo fare lì, un servizio in più a un costo molto contenuto.
Quanti dipendenti avete?
Oggi 1.550, con l’aggiunta di una cinquantina di autisti. Di questi 1.200 sono dipendenti diretti, mentre i restanti 400 sono in appalto a diverse cooperative di
servizio.
Cosa le piace di questo mestiere?
Tutto! Commercializzo tutto, compro e vendo qualsiasi cosa, da sempre. Ci siamo avvicinati a qualche centro commerciale con alcuni negozi, dove abbiamo fatto abbigliamento, scarpe, perché serviva a completare i locali. Infatti, abbiamo anche due Euronics.
Lei è un miglior compratore o venditore?
Sono modesto ... faccio bene tutte e due le cose. Pensi che ho ancora qualche cliente che risale a quando ho cominciato, 45 anni fa, eravamo ragazzi.
I clienti sono cambiati?
Un tempo ce n’erano di eccezionali, molto grossi, robusti, ma adesso vengono a mancare, perché la grande distribuzione è avanzata: c’è chi ha venduto, chi è saltato. Da quando, nel 2007-2008, hanno liberalizzato tutte le licenze, c’è troppa offerta. La torta diventa sempre più piccola. Adesso, i ristoranti sono dei buoni clienti, c’è stato un po’ un ricambio. Oggi è cambiato anche il sistema sugli acquisti: troppa gente che fa solo il compitino; è tutto computerizzato e non ci sono più quelle belle trattative di un tempo. Cerchiamo di ottenere il massimo, ci confrontiamo con grosse realtà, ciò non toglie che siamo costretti a comprare bene per vendere altrettanto bene; altrimenti non vendi, oppure vendi e non guadagni.
Voi siete in un consorzio ...
Sì, siamo in C3 dal 1984, quindi 33 anni, da sempre. Io sono presidente da diversi anni, non mi ricordo esattamente ... forse dal 2009. Oltre al presidente, abbiamo un direttore commerciale e un direttore amministrativo e facciamo i contratti. Dal 1 gennaio 2016 siamo entrati in partnership con Auchan ... Anche se siamo grandi ... siamo piccoli, di conseguenza abbiamo trovato un partner ... Sa, alla fine contano i numeri, noi siamo più bravi a contrattare, ma con loro possiamo avere entrambe le cose, i loro contratti erano
migliori e lo sapevamo, perché hanno un potere d’acquisto diverso. Abbiamo fatto questa scelta e ci troviamo bene.
Come sono i vostri punti di vendita?
Sono supermercati, da sempre. Dal 1995 è cambiato poco, si vende un servizio, si vende meglio degli altri, quindi puntiamo molto sulla carne, l’ortofrutta, il pesce, il freschissimo. Prima contavano sia la qualità sia il prezzo, oggi invece il prezzo ha scavalcato tutte le altre componenti e viene prima. Però alla qualità io non rinuncio, perché quando vendo devo essere tranquillo al 100%. I negozi li serviamo tutti noi, abbiamo la piattaforma dell’ortofrutta, della carne, del pesce e così via, siamo autonomi.
Il vostro negozio ideale?
Varia da 400-500 mq a 3.000-3.500. I nostri si chiamano tutti Emmepiù; inoltre, qui a Roma, abbiamo i Supermercati della Convenienza, che è un marchio depositato nostro. In più abbiamo cominciato l’affiliazione con il marchio Vivo, il marchio del Consorzio C3.
Qual è il segreto del suo successo?
Sono come una goccia, costante. Sì direi la costanza, tanta costanza e tanto lavoro. Di media lavoro una quindicina di ore al giorno, di media dormo 5-6 ore.
Dove è andato in vacanza l’ultima volta?
In Portogallo con il Consorzio ... Tutti gli anni con il Consorzio, organizziamo un viaggio. Posti di vacanza ... Noi romani siamo veramente vicini al mare. Siamo in villeggiatura tutto l’anno ...

ha collaborato Barbara Trigari

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