Tra millennial e over 60 esiste un’affinità di marca

Senior man pointing out to something interesting to his wife
Un'anteprima dei risultati 2018 dell'edizione di Best Brands Italia mostra come tra i due estremi anagrafici vi siano alcuni punti in comune nei valori e nelle scelte di consumo, con influenza reciproca

Il preannunciato sorpasso degli over 60 sugli under 35 all'interno della popolazione italiana è ormai diventato realtà. Altrimenti detto: le cosiddette pantere grige nate prima del 1958 sono oggi nel nostro Paese più numerose dei cosiddetti millennial, i nati tra il 1985 e il 2000.

Se da un lato il dato merita indubbiamente una serie di importanti riflessioni (e azioni) dal punto di vista sociale ed economico, dall'altro quella qui portiamo in luce è invece un'interessante evidenza in prospettiva-marketing. Nonostante il divario anagrafico, infatti, le due generazioni mostrano un certo grado di affinità e influenza reciproca dal punto di vista dei consumi e nel rapporto con l'ecosistema di marca.

A rilevarlo è un'anteprima della ricerca 2018 di Best Brands Italia, in attesa della presentazione ufficiale dei risultati il 14 novembre. Dai primi dati, commentati dal presidente onorario di GfK Italia Giuseppe Minoia, si evince infatti che il punto di incontro tra millennial ed over 60 è proprio il ruolo fondamentale che assumono i brand nel loro quotidiano:

C’è un ponte ideale che collega due generazioni in grado di guardare con meno pessimismo al futuro, anche condividendo consigli e scelte di consumo. E’ un ponte fatto di interpretazione dei bisogni e di relazioni sociali. I senior sono per natura oblativi verso gli altri. Trasmettono ai nipoti non solo parte del loro potere di acquisto, accumulato in anni di risparmio, ma anche la loro esperienza. In cambio i millennials mostrano ai 'nonni' la realtà contemporanea: quelle tecnologie di cui sono curiosi e che possono aiutarli a migliorare la qualità della loro vita.

Mentre la fascia dei 40-50enni italiani risulta maggiormente in crisi e si dichiara più insoddisfatta e infelice delle altre, nonché preoccupata per figli "che non comprende", quelle degli over 60 e dei millennial hanno uno sguardo diverso e più armonico. I primi, nati nel dopoguerra, hanno ricostruito il Paese fino a raggiungere il benessere; i secondi, entrati nel mercato del lavoro negli anni della crisi, hanno dovuto costruire nuove identità professionali e oggi cominciano a coglierne i primi risultati.

Giovani adulti e senior si passano il testimone scegliendo presidi di marca differenti, ma non contrapposti, e condividendone i valori e la funzione. Gli over 60 trasmettono ai secondi quei grandi “milestones” che hanno accompagnato tutta la loro vita e sono stati in grado di evolversi insieme a loro. Marche fondamentali sotto il profilo dell’alimentazione corretta, della salute e dell’equilibrio psicofisico. I nati dopo il 1985 traghettano invece i primi verso brand in cui hanno fiducia, attraverso i quali lavorano e interagiscono: quelli dell’intrattenimento, del digitale, della nuova tecnologia social, della sostenibilità.

Un dettaglio ulteriore sulle marche "di affinità" dopo la presentazione ufficiale dell'indagine Best Brands Italia.

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