Cobolli Gigli: “Un commercio libero e moderno, teso verso innovazione e sostenibilità”

Copertina – Intervista a Giovanni Cobolli Gigli, Presidente Federdistribuzione

Cosa vi ha convinto ad aderire al progetto di questa nuova Adm? 

La nuova governance di Adm è il passo conclusivo di un percorso avviato tre anni fa, dalla constatazione che era indispensabile dare più efficacia alla rappresentanza della DMO nei confronti degli altri operatori della filiera, in particolare dell'industria.

Cosa vi aspettate da questa nuova aggregazione?

Un deciso passo avanti nelle relazioni con il mondo della produzione, che ci auguriamo diventino più efficaci. Dobbiamo migliorare il modo di lavorare tra noi, cercando anche temi di portata più ampia, concordando punti di convergenza. Ne conseguiranno azioni congiunte a nome di tutto il settore, che porranno questi temi all'attenzione delle istituzioni per favorire la tutela e lo sviluppo del largo consumo, che soffre di scarsa attenzione da parte della politica.

Cambia il vostro ruolo di associazione?

No. Adm diventa uno strumento più efficace per sostenere e portare avanti le nostre istanze, in particolare nei confronti della produzione. Federdistribuzione sta diventando, sempre più, punto di riferimento e di rappresentanza, come dimostrano i rapporti con tutti i Ministeri competenti e con le Organizzazioni Sindacali per la definizione del nuovo contratto di lavoro.

Come si evolverà il ruolo con Confcommercio?

Saranno ancora più chiari gli elementi di specificità: con la scelta di Rete Imprese Italia, Confcommercio si è decisamente orientata verso gli interessi del piccolo commercio. Al contrario, Federdistribuzione si presenta come la maggiore organizzazione della DMO, dalla quale passa oltre il 58% delle vendite al dettaglio e che esprime le istanze di un commercio libero e moderno, teso verso innovazione e sostenibilità, oltre che orientato al soddisfacimento dei bisogni dei 60 milioni di cittadini che, ogni settimana, entrano nei suoi pdv.

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