Confimprese prevede 230 aperture all’estero per il 2017

Il made in Italy da esportazione piace soprattutto se declinato sotto l’egida del franchising. Il numeri del rapporto Confimprese sull'oltreconfine

La presenza di catene italiane all’estero è ancora inferiore rispetto a quelle straniere, ma il trend già da qualche anno ha iniziato a progredire a doppia cifra, con aziende che generano fino al 40% dei propri ricavi grazie a canone di affiliazione, royalty e vendita di prodotti. A funzionare è soprattutto il franchising, come si legge nel Rapporto Confimprese sulle aperture degli associati all’estero nel 2017, che si prevede saranno 230.

 

 

Tra le aziende che hanno già punti vendita sui mercati internazionali e quelle che si apprestano nei prossimi anni a fare il salto, l’interesse è rivolto innanzitutto verso l’Europa, con in testa Francia, Spagna comprese le isole come Baleari e Canarie ad alto tasso turistico, Austria e Germania. Seguono gli Emirati Arabi con Dubai, Oman e Qatar in pole position.

Consolidamento del business in Italia, formula testata, prodotto made in Italy e buon rapporto qualità-prezzo sono le basi per azzardare lo sbarco sui mercati esteri – spiega Mario Resca, presidente Confimprese –. Sicuramente la politica di rischio condiviso offerta dalla formula franchising rappresenta un’ottima opportunità anche per le aziende di dimensioni più piccole.

Nello split per categoria il food è ben rappresentato da un cospicuo gruppo di aziende italiane che, già presenti oltreconfine, intendono rafforzarsi ulteriormente. Qualche esempio? Il gruppo napoletano Sebeto aprirà 6 ristoranti, di cui 3 a insegna Rossopomodoro in Portogallo e in Oman e 3 come Rossosapore a Ibiza e in Oman.

Buone le prospettive di crescita anche per il fashion, dove prevalgono al momento soprattutto aziende di matrice campana. A cominciare da Pianoforte Holding di proprietà dei Cimmino, che aprirà 80 punti vendita, 40 ciascuno per i due brand di punta, Yamamay e Carpisa, già presenti all’estero con un centinaio di negozi.

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