La successione che Impresa!

L'articolo completo è pubblicato su Mark Up di novembre

 

 

Una cosa è certa: parlare di gestione del passaggio generazionale, per le aziende di casa nostra, è un argomento “scomodo”. Nel senso che, dati alla mano (la fonte è l’ultima PwC Family Business Survey, effettuata su un campione di 2.378 dirigenti di imprese a conduzione familiare in più di 40 paesi nel mondo), in Italia solo il 9% delle imprese ha avviato un processo di successione (contro un 16% a livello globale), il 58% non ha approcciato l’argomento per alcuna delle posizioni di vertice dell’impresa e una famiglia su quattro non ha alcuna procedura in essere per la gestione dei conflitti. L'argomento è complesso ma appare "istruttivo" capire quali passaggi hanno funzionato. Ecco un veloce excursus.

Le imprese di famiglia che funzionano
Solo a titolo esemplificativo, citiamo alcuni passaggi riusciti, a partire da Paolo Orrigoni, Ad di Tigros, cui si deve molto dello sviluppo della catena. Per continuare con le nuove generazioni della famiglia Revello: da Alessandro, approdato alla direzione generale del Gruppo Dimar dopo una una solida esperienza nel marketing, a Francesca, da un anno in azienda, che lavora nell’area comunicazione di Gruppo Dimar (Selex). Segnaliamo anche un altro paio di casi degni di nota, entrambi attivi in Veneto: Leonardo Lando, che segue in prima persona l’attività di F.lli Lando (C3), e Andrea Tosano, che ha saldamente in mano la gestione di Gruppo Tosano (catena di C3, con pdv anche in Lombardia). Per concludere con un altro caso di gestione vincente della successione: Mauro Poli, attuale direttore affari generali di Gruppo Poli, una delle più grandi realtà del settore del Trentino Alto Adige, alla quarta generazione in azienda. Ma gli esempi sono tanti e tagliano l’Italia da Nord a Sud.

Le case history: dal Nord...
Fra i casi aziendali, troviamo i cugini Rossetto, di Rossetto Trade, realtà distributiva operante in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Un esempio interessante di passaggio generazionale, gestito con accortezza dai cinque fratelli Rossetto (la “vecchia guardia”), che hanno lavorato sin dall’infanzia dei figli perché si instaurasse, fra loro, un solido legame. Emblematico, in questo senso, un ricordo di Michele Rossetto, attuale responsabile del reparto carni fresche: “Noi cugini siamo vissuti insieme sin da piccoli, dato che abitavamo nella stessa palazzina, e il pomeriggio giocavamo insieme”. Barbara Gabrielli, di Gruppo Gabrielli, retailer attivo nel centro Italia (Marche, Abruzzo, Molise, Umbria e Lazio), ancora oggi, da vicepresidente di Magazzini Gabrielli, deve al periodo formativo la capacità di mantenere un legame con il territorio, quindi con le reali esigenze della clientela. Per Stefano Brendolan, della catena Maxi Di (Selex) operante nel veronese, è tutt’ora determinante l’esperienza dei primi anni in azienda, quando il rapporto con il pdv era quotidiano. Punto di vendita che è fonte di costante crescita anche per un giovane come Nicola Alibrandi, figlio di Claudio Aldibrandi (socio imprenditore e presidente di PAC 2000A nonché attuale presidente di Conad) che si sta “facendo le ossa” come amministratore unico di Jolla srl.

...al Sud
Scendendo, troviamo l’esempio del cosentino Angelo Bruno, dell’insegna Bruno e Forte, attiva in Calabria: Bruno e Forte sono i due fondatori del centro distributivo Verdeblu, di Gruppo Seimio, che fa parte del consorzio Coralis. Un caso di ricambio generazionale in cui traspare, sin dall’ingresso in azienda di Angelo Bruno, la voglia di portare innovazione e di ammodernare costantemente l’azienda. Continuiamo con Giuseppe Cannillo e Luigi Peschechera, un esempio di collaborazione fruttuosa fra “figli d’arte”: insieme, infatti, portano avanti con risultati importanti la società Maiora, nata dalla partnership fra le famiglie Cannillo (di Cannillo srl, con sede a Bari) e Peschechera (Ipasud, di Barletta), sotto l’egida del marchio Despar, di cui Maiora è master franchisor. Per finire con Emanuele Petitto (figlio di Vito Petitto, neo vicepresidente del CdA Sisa e presidente di Cedi Sisa Sicilia): un lungo percorso professionale, che lo ha portato, dalla gestione dei negozi affiliati dell’azienda di famiglia all’attuale presenza nella commissione commerciale del Cedi Sisa Sicilia. Per tutti il periodo formativo è partito dalla base, per approdare solo alla fine alla vetta, in una posizione di comando. Per molti la difficoltà principale, muovendo i primi passi in un ruolo di gestione, è stata quella di farsi accettare dai dipendenti come i nuovi dirigenti (un momento comprensibilmente complesso). In tutti, infine, si coglie la consapevolezza del valore della propria azienda e la determinazione a portare idee nuove per favorirne la crescita.

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