Per il Regno Unito stop dell’Ue sull’etichetta-semaforo

di Vittorina Fellin 

 

 

Si chiama “Hybrid Traffic Light” ed è il sistema di etichettatura, da molti criticato, adottato dal Regno Unito. Lo schema inglese, esistente da diversi anni, è stato formalmente notificato in Europa da parte del Dipartimento della Salute inglese nel giugno 2013. Da quel momento in poi l’etichetta, cosiddetta a semaforo, è diventata qualcosa di più che un semplice schema volontario, apparentemente ammesso a norma dell’articolo 35 del regolamento (UE) 1169/2011. Infatti, con l’avvallo delle autorità preposte alla salute pubblica e con una reale armonizzazione commerciale, la nuova etichetta è diventata presto un benchmark in grado di orientare il dibattito in Europa.

UK-s-traffic-light-labels-could-fragment-the-EU-internal-market_strict_xxl

Perché non va bene
Nel mirino dell’Ue è la raccomandazione inglese al settore della distribuzione alimentare di applicare un labelling detto a “semaforo”, che pone un bollino verde, giallo o rosso sugli imballaggi per suggerire al consumatore se un alimento è buono o meno per la sua salute. E questo solo sulla base della percentuale di sale, zuccheri e grassi presenti in 100 grammi di prodotto. Paradossalmente tra i prodotti bollati come “cattivi” o quasi ci sono gli oli extravergini riconosciuti per le loro qualità nutrizionali e di contrasto all’obesità, mentre il bollino verde lo può ottenere un non meglio identificato olio di semi. Diversi paesi fra cui l’Italia si sono opposti al sistema inglese, motivando il fatto che rischiava di discriminare su basi scientifiche del tutto discutibili e poco solide, intere categorie di alimenti tradizionalmente alla base di diete salutari, tra cui quella mediterranea.

 

 

Reazioni di comportamento
Secondo un noto studio (Prevalence and Trends in Obesity Among US Adults, 1999-2000), osservando gli Stati Uniti (che hanno obbligo di etichetta nutrizionale dal 1990, dal 1973 volontaria), nei 24 anni successivi all’introduzione dell’obbligo i tassi di obesità sono cresciuti dal 14,5% al 30,1%. Un altro report del 2013 (Influence of nutrition labelling on food portion size consumption) avrebbe sottolineato che in presenza di indicazioni come “a basso contenuto di grassi” o “a basso contenuto di calorie” (simili agli orientamenti del Semaforo inglese, dove tali definizioni corrisponderebbero a tanti bollini di colore verde) i consumatori sarebbero propensi ad aumentare la razione media, con effetti esattamente contrari a quelli preventivati. La Commissione aveva risposto nel merito alle critiche sollevate dall’Italia rigettando imputazioni formali circa la violazione dei trattati europei, ma riservandosi di “osservare” il più concreto funzionamento del mercato alimentare per verificare eventuali discriminazioni nei confronti degli alimenti italiani.

La soluzione? Nel...2017
Con l’apertura della procedura di infrazione da parte dell’UE, le autorità inglesi avranno due mesi di tempo per obiettare e fare rilievi alle osservazioni della Commissione, secondo una linea difensiva almeno in parte nota. Dopo di che, serviranno almeno due o tre anni per arrivare ad una possibile composizione. Mentre la Commissione Europea dovrà valutare, entro il 2017, e a norma del regolamento 1169, gli schemi di informazione nutrizionale volontaria posti in essere a livello nazionale, nel loro impatto e capacità di migliorare i consumi, e nel caso, per operazioni di ricezione delle best practices a livello Ue.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome