Vino: vendemmia scarsa, ma l’Italia resta leader della produzione mondiale

Vendemmia Bellavista 2017, Pinot Nero e Chardonnay

La produzione vinicola italiana del 2017 sarà di 40,02 milioni di ettolitri, con una riduzione del 26% rispetto ai 54 milioni del 2016. Caldo e siccità record presentano il conto: la vendemmia 2017 si preannuncia la più scarsa degli ultimi 50 anni, con cali delle rese di oltre il 20% in quasi tutte le regioni.

 

 

All’estero la situazione non è migliore. Così, nonostante le anomalie climatiche e l’estate torrida che ha coinvolto tutto il paese, l’Italia manterrà anche quest’anno il primato produttivo mondiale davanti alla Francia, che stima una produzione di 37,2 milioni di ettolitri (-18%), e alla Spagna, che secondo le previsioni più recenti si fermerà a 35-36 milioni (-15-18%). È quanto emerge dai dati elaborati da Ismea e Unione Italiana Vini per l’Osservatorio del vino e presentati oggi a Roma, nella sede del Ministero delle Politiche Agricole.

"Una vendemmia decisamente complessa, che sta mettendo in difficoltà i sistemi consolidati - ha commentato il presidente di Uiv, Ernesto Abbona. I dati rilevati ci parlano di una forte variabilità quali-quantitativa non solo tra zona e zona, ma all’interno dello stesso territorio tra micro aree differenti e, addirittura, tra vigneto e vigneto. La qualità, nella maggior parte delle zone analizzate, si mantiene su standard ottimali, anche se è troppo presto per definire con certezza come evolverà al termine della vendemmia e nei prossimi mesi".

 

 

Va da se che questo avrà un impatto significativo sui mercati. “Inutile negare che si prospetta un quadro negativo - ha detto Raffaele Borriello, direttore generale Ismea. Il calo produttivo potrebbe compromettere la nostra capacità di penetrare certi mercati rispetto ad altri concorrenti mondiali. E non possiamo trascurare la portata degli effetti dei cambiamenti climatici sui redditi degli agricoltori: è ora di attivarci per proporre anche per il settore del vino sperimentazioni e strumenti innovativi per la gestione dei rischi, a tutela del ricavo aziendale”.

"Il bicchiere è ancora mezzo pieno - ha concluso il viceministro delle Politiche Agricole Andrea Olivero, ricordando anche che nei primi cinque mesi del 2017 le esportazioni del vino italiano sono cresciute del 6,2% in volume e del 6,4% in valore. In un anno difficile al punto da essere terrificante, siamo sempre più consapevoli di dover intervenire con l’innovazione e la cura professionale per affrontare questi mutamenti del clima che incidono in modo determinante sul settore agricolo e vitivinicolo.”

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