Federdistribuzione: “avvio 2018 preoccupante”

Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione
Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione
Federdistribuzione, nel commentare i dati Istat relativi a gennaio 2018 (vendite a valore -0,8%, mentre l'eCommerce galoppa a +2,4%) auspica che il prossimo Governo realizzi una politica a sostegno dei redditi delle famiglie

I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi a gennaio 2018 registrano un calo delle vendite a valore (incluso, ed è la prima volta, il commercio elettronico) di 80 bp (-0,8%) rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. L’alimentare se la cava meglio, diciamo così, perché la discesa è a -0,5%, mentre per il non-food l'ascensore dei consumi va ancora più giù (-1,0%).
Il fatturato relativo all'eCommerce segna un incremento (+2,4%) di quasi 300 bp superiore al dato generale.

"Il dato di gennaio non ci sorprende –dichiara Claudio Gradara, nuovo Presidente di Federdistribuzione–. Avevamo già colto robusti segnali provenienti dalle nostre aziende associate in base ai quali il 2018 si sarebbe aperto, nonostante i saldi, in modo negativo, sia per i prodotti alimentari sia per i non alimentari. Questi segnali si confermano anche per febbraio 2018. Le vendite al dettaglio permangono deboli, dopo un 2016 chiuso in sostanziale parità (+0,1%) e un 2017 archiviato con incremento poco incoraggiante (+0,2%)".

Claudio Gradara, nuovo presidente di Federdistribuzione

Le ultime indicazioni Istat ribadiscono, secondo Gradara, il generale clima di incertezza che grava sul e permea il futuro, opprimendo interminabilmente la già logorata psiche delle famiglie italiane, frenandone gli acquisti. "Ci auguriamo dunque -aggiunge Gradara- che il prossimo Governo riesca a realizzare una politica a sostegno dei redditi delle famiglie, in grado di ricreare un positivo clima di fiducia e di incentivare lo sviluppo della domanda".

"L’attuale quadro dei consumi preoccupa -prosegue Gradara- perché si sovrappone a una fase cruciale di evoluzione del mondo del commercio, preso nella triplice morsa di un cambiamento strutturale dei comportamenti d’acquisto dei consumatori, dell'impetuosa crescita della tecnologia che incide sull’organizzazione d’impresa, e del dirompente impatto esercitato delle vendite on line”.

Conclude Gradara: "I dati Istat, che per la prima volta evidenziano il fenomeno del commercio elettronico, pongono all’attenzione di tutti la diversità delle dinamiche tra commercio off line e on line: in calo il primo e in robusta crescita il secondo. Questa diversità di tendenza rende però ancora più urgente la necessità di competere con condizioni di parità in termini di regole fiscali e di gestione delle promozioni e del sottocosto tra i due canali di vendita, per superare condizioni di concorrenza sleale".

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