Il futuro dei centri commerciali è nelle scelte d’identità locale

I protagonisti – Dopo il grande successo degli anni ’90 del secolo scorso, la formula è ferma in uno stereotipo commerciale. La ristorazione è una delle aree più strategiche(da MARKUP 202)

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Il centro commerciale, la portaerei del consumismo anni '90, è in crisi d'identità in Italia: i conti ancora reggono complessivamente, ma il concetto commerciale deve rinnovarsi per affrontare con fiducia i prossimi 20 anni. Il nostro è sempre stato un modello alla francese, con l'ipermercato come principale attrattore, galleria di negozi e area ristorazione, ubicazioni periferiche, bacino d'attrazione nei 45 minuti. Un grande successo all'inizio degli anni '90, il centro commerciale ai tempi era sinonimo di modernità negli stili di commercio e di acquisto, tanto che le città del centro-sud si sentivano evolute solo se potevano vantarne uno al pari delle grandi metropoli del nord. Poi la crisi ha spinto le persone a preferire acquisti più semplificati, l'ipermercato è diventato un format troppo dispersivo e despecializzato, sono aumentati i casi di proliferazione e sovrapposizione tra i centri. Il profilo dei visitatori è trasversale, con forte prevalenza delle fasce giovani e delle famiglie di ceto medio, medio-basso. Le élite del consumo, intese come stili acquisto innovativi, non frequentano più il centro commerciale. Che fare per rilanciare il formato? La prima azione è riconducibile alla consapevolezza che non può esistere un concetto uguale per tutti: ogni centro commerciale deve essere studiato rispetto a variabili qualitative legate al proprio posizionamento piuttosto che in rapporto alle potenzialità del bacino di attrazione (dato scontato); il richiamo a esempi di eccellenza stranieri deve essere equilibrato dalla considerazione delle caratteristiche del territorio locale, mentre studiando il presente bisogna già pensare a come il concetto si evolverà nel futuro dei consumi liquidi. La stessa etimologia del termine “centro commerciale” sembra essere messa in discussione dai tempi: oggi i grandi spazi del commercio seguono un'idea di delocalizzazione, entrano nelle città e sono di servizio ai progetti di riqualificazione urbana, stimolano i nostri impulsi di acquisto tra un volo e un altro, si abbinano agli stadi e agli impianti sportivi, rivitalizzano edifici storici un tempo icone del commercio urbano.

Posizionamento: arricchire il mix
Questa tendenza richiede insegne collocate sull'alto di gamma (quelle che oggi non vogliono entrare nei centri commerciali), internazionali e locali, anzi queste ultime rappresentano una soluzione auspicabile per differenziare un'offerta omologata.
L'area ristorazione è una del­le più dinamiche, ma dovrà allargarsi oltre i confini del fast-
good per comprendere nuove formule sulla falsariga di Eataly, che ha creato un filone che non può più essere trascurato. Da ultimo internet & Co, un argomento che sembra essere totalmente dimenticato e non gestito da chi lavora nel settore centri commerciali e dai retailer: il mondo e l'informazione sono sempre più immateriali e il commercio non può restarne fuori. In epoca di blog e Facebook i milioni di consumatori che passano annualmente dai nostri centri commerciali sono un patrimonio di informazioni e di opinioni, una risorsa che, se ben gestita, può dare un vantaggio competitivo a chi prima se ne renderà conto. Dimenticavo: l'ipermercato non è più un obbligo! *M&T

Italia e Cina: innovazione nel retail
Italian Fashion Food aprirà all'interno del Jiangyin Outlet Park, a metà strada tra Nanjing e Shanghai, nel marzo del 2012. Con una Gla di oltre 68.000 mq suddivisi in circa 200 unità commerciali, è un modello di food store dedicato esclusivamente alle eccellenze italiane dell'alimentare. Il suo sviluppo nasce dall'esigenza di collocare l'Italia, paese nel quale da sempre produzione agroalimentare e arte della cucina hanno forti legami con la storia e le tradizioni locali, in un'ottica d'innovazione.
Lo spazio dedicato all'Italian Fashion Food, di almeno 1.000 mq, proporrà soluzioni di ristorazione moderne e innovative, ma fortemente legate al patrimonio del Bel Paese. L'area ristorazione sarà accompagnata da un market dove si potranno acquistare prodotti confezionati.

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