Il nuovo retail nel segno dell’agilità

Combinazioni, incroci, in cui la tecnologia è sempre presente, nelle sue forme più varie da quelle crude, numeriche, che aspettano di essere lette e interpretate, a quelle più soft , profondamente intriganti, tali da cambiare abitudini, consumi e aspettative ... (da Mark Up n. 259)

Senza regole, con una miriade di strumenti per le mani e tante opportunità, forse troppe.
Questo è il retail, ma solo nella sua versione più aggiornata, che non cessa più di cambiare, aggiungere, esplodere, allargare ...  Dall’altra parte, persone, avvolte da strati di desideri e bisogni così scarsamente coerenti tra di loro, da rendere quasi ridicolo continuare a chiamarli Target. Nelle prossime pagine, abbiamo provato ad incrociare esperimenti, estremismi, istanze: alcune, lo garantiamo, sono qui per rimanere, altre lasceranno un segno, forse, indicando una via per una strada ancora tutta da percorrere, da tracciare. Riteniamo, comunque sia, che mai come in questo momento sia necessario agire agilmente, il che non significa sventatamente, attivando i sensi e la sensibilità, senza rincorrere le mode, ma liberi dalla paura di sbagliare, perché, ed è certificato, l’errore, oggi, è quello di stare fermi. Intenso, intelligente, responsabile oggettivi sempre più personalizzanti caratterizzeranno l’experience di shopping che verrà, quella cui puntare, fatta di persone e di robot, con intelligenza umana o artificiale ... Lo shopping diventerà sempre più di relazioni, che siano grandi amori, per un brand, per un luogo che fa stare bene, o più cameratesche, per chi ci faciliterà maggiormente la vita, per chi ce la renderà meno dispendiosa. A ognuno il suo, consci che non sarà possibile esser tutto per tutti, ma d’altronde siamo umani e questa cosa (almeno in teoria) la dovremmo capire benissimo.


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Amo il cambiamento e lo vivo con passione, mi occupo di marketing e retail da quindici anni, ho diretto on e off Gdoweek e da qualche tempo anche Mark UP, prima ho seguito con altrettanta passione cinema e lifestyle, ho scritto di moda e di ristoranti, ho lavorato per la televisione e per la radio, ho vissuto almeno tre vite e nessuna mi ha annoiata.

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