L’innovazione organizzativa favorisce la competitività

Gestione – Le medie imprese italiane, segnala un'indagine Assolombarda, lasciano però ancora poca autonomia ai dipendenti

Ogni impresa ha la sua peculiare maniera di organizzare il lavoro dei propri dipendenti e, in realtà, spesso sono le prassi non scritte a determinare successi e insuccessi delle compagnie. In linea generale, però, in Europa settentrionale e Stati Unite le aziende innovative scelgono formule meno tradizionali di organizzazione del lavoro, che lasciano margini più ampi di autonomia ai propri impiegati, favoriscono la libera circolazione delle informazioni e la rotazione delle funzioni.

La ricerca di Assolombarda
Secondo una ricerca presentata dal Centro studi Assolombarda nel corso di un workshop di Sistema moda Italia (Smi), l'innovazione nella funzione organizzativa facilita una maggiore produttività del lavoro e migliori performance economiche. Questo spiega perché l'Unione europea, a partire dal 1997, stia spingendo le pratiche organizzative innovative, definite come “High performance work system”. Due dei quattro pilastri della Strategia europea per l'occupazione considerano infatti l'organizzazione del lavoro come un nodo strategico per il successo delle imprese e del mercato del lavoro.

Poca autonomia per i dipendenti
Secondo l'indagine di Assolombarda, condotta su un campione di 114 medie imprese (50-250 dipendenti) della regione, le pratiche innovative legate alla gestione del personale sono diffuse: l'82,3% delle medie aziende effettua investimenti per la formazione, il 61,5% adotta dei sistemi di incentivi per le retribuzioni. Poco più della metà del campione ha abbracciato la condivisione delle informazioni e il coinvolgimento del personale nelle strategie di impresa. Molto più rare, invece, le pratiche legate all'organizzazione del lavoro vera e propria: solo il 14,5% del campione ha sperimentato nella propria azienda dei gruppi di lavoro autonomi (in grado cioè di definire in maniera autonoma obiettivi, regole e leader). Un po' più presente, invece, la rotazione degli addetti su più mansioni (32,7%).

La necessità dell'innovazione tecnologica
Le medie imprese italiane, insomma, appaiono a metà del guado tra innovazione e tradizione e questo, secondo Edoardo Della Torre, del Centro studi Assolombarda, rappresenta un rischio, perché il vero valore aggiunto si raggiunge soltanto se il cambiamento tocca tutte le sfere dell'organizzazione aziendale. È inoltre fondamentale legare l'innovazione organizzativa a quella tecnologica: « È inutile che le aziende con un basso livello tecnologico - ha spiegato Della Torre -investano ingenti somme esclusivamente in innovazione organizzativa, potrebbe essere persino controproducente». In ogni caso, per stare al passo con un'economia globalizzata e dinamica, le imprese hanno la necessità di gestire al meglio le proprie risorse: « Il declino delle aziende - ha spiegato Luca Solari, docente di Organizzazione aziendale e gestione delle risorse umane all'Università statale di Milano - in molti casi è legato a un ritardo nella risposta ai cambiamenti del mercato, determinato a sua volta da carenze nella gestione delle informazioni. Per questo motivo una compagnia deve organizzarsi in modo da sfruttare al massimo tutte le conoscenze dei propri membri».

Le resistenze
Esistono ovviamente degli ostacoli alla diffusione dell'innovazione: circa la metà delle imprese (49%) ha incontrato difficoltà nell'introduzione del cambiamento, il 69% è intervenuta in una fase successiva con modifiche e aggiustamenti. I principali ostacoli derivano dalla cultura organizzativa preesistente (motivazione indicata dal 69% dei rispondenti). Le resistenze allo snellimento delle strutture, in particolare, arrivano solitamente dai quadri intermedi dell'azienda, preoccupati che questi mutamenti possano determinare la perdita del proprio posto di lavoro.

L'esempio di Patrizia Pepe
Un esempio pratico di come si possa modernizzare la struttura organizzativa è arrivato da Claudio Orrea, presidente del gruppo Patrizia Pepe: «Abbiamo intenzione di creare a breve una speciale struttura, situata al di fuori della nostra azienda, dove far lavorare in totale autonomia giovani studenti e laureati in design e marketing. Contiamo in questo modo di avere dei progetti davvero innovativi. Se questi giovani invece lavorassero all'interno dei nostri uffici sarebbero inevitabilmente influenzati dalla storia, dall'estetica e dalle persone della compagnia».

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