Dentro la fabbrica del cioccolato con il Willy Wonka di Novi

Il presidente e Ad Guido Repetto racconta come Elah Novi Dufour ha assorbito i rincari del cacao e dove sta andando il mercato del cioccolato

Nello stabilimento di Novi Ligure (Al) Elah Novi Dufour produce tutti e tre i brand presenti sul mercato italiano nel canale gdo, con un’offerta di caramelle, cioccolato e preparati per dessert.

Storia e panoramica

La più longeva delle tre aziende è Novi, nata nel 1903 e sempre caratterizzata da una specializzazione sul cioccolato.

Dufour prepara caramelle, dal 1926 si è specializzata in questo tipo di produzione (prima era attiva in quella dello zucchero). L’anno prossimo, in occasione del centenario, sono previste una serie di iniziative tematiche per il centenario. Il nome dell’azienda è francese ma la nazionalità è genovese.

Elah nata a Genova nel 1909 fa preparati per dolci (brevettati dal suo creatore) e caramelle.

Più recentemente sono entrate a far parte di Elah Novi Dufour anche Baratti Milano, che propone un’offerta dedicata al canale alta gamma e Gr, dedicata alla distribuzione automatica. Tranne quest’ultima, si tratta di 4 marchi storici.

Una produzione piemontese

Stabilimento di Novi ligure è quello principale, di 65.000 mq, è quasi autonomo dal punto di vista dell’energia. Investimenti tutti realizzati grazie a risorse proprie: l’azienda non ha fondi nella proprietà, non ha esposizione bancaria. Un altro stabilimento (più piccolo) è quello di Bra (Cn), dedicato alla produzione del marchio Baratti Milano, più piccolo.

L’azienda è tra le maggiori in Italia e alcune referenze hanno una quota di mercato rilevante. Per esempio sui gianduiotti Elah Novi Dufour ha una quota di circa il 50% del mercato italiano, mentre per i cremini quasi 2/3 sono a marchio Novi.

Il mercato del cioccolato, i prezzi sull’ottovolante

Guido Repetto Elah Novi Dufour
Guido Repetto, presidente e amministratore delegato di Elah Dufour Novi

Il gruppo ha registrato nel 2024 un fatturato consolidato di circa 200 milioni di euro. La previsione del 2025 è di chiudere a 220 milioni di euro. L’aumento però viene da un mercato viziato dall’altalena dei prezzi del cacao. “Sicuramente il risultato del 2025 -evidenzia Guido Repetto, presidente e amministratore delegato-, influenzato pesantemente come sarà dal rally che ha fatto il prezzo del cacao tra fine 2024 e inizio 2025 non sarà eclatante. Il valore della materia prima è passato da 2.800 3.000 dollari alla tonnellata a oltre 12.000 dollari. Ora abbiamo una quotazione media che si è riposizionata attorno ai 6.000 dollari, ma è un livello che dobbiamo tenere monitorato per capire se si manterrà. Abbiamo deciso di farci carico di buona parte di questi aumenti per evitare che si riversassero a valle sui consumatori, con un sensibile aumento del prezzo al consumo. Il risultato del 2025 sarà quindi influenzato da questa situazione. Come azienda possiamo permettercelo perché nel tempo abbiamo accantonato riserve per poter sostenere una situazione simile. Riguardo all’andamento della quotazione del cacao, mi auguro che almeno si stabilizzi".

Le prospettive di un aumento della materia prima sono rientrate ma restano da monitorare. "Potremo lavorare -continua il presidente- con dei valori che saranno maggiori rispetto a quelli a cui eravamo abituati ma almeno saranno più costanti. Abbiamo assistito a degli sbalzi di prezzo simili a delle montagne russe, senza senso, derivati esclusivamente da speculazioni senza motivazione. Tutto è partito più di un anno fa da una ridotta produzione in Africa. In questo quadro però si sono inseriti i fondi, che hanno operato speculazioni: si tratta di persone ed entità che manco vedevano il cacao”.

Il cacao di Novi proviene dall’Ecuador e più recentemente dalla Colombia e le fave vengono lavorare grezze nello stabilimento di Novi Ligure.

Comunicazione tra salutismo e indulgence food

Salutismo, l’80% di chi pratica sport consuma cioccolato, comunica l’azienda. Ciò ha portato ad investire su una ricettazione esclusivamente vegetale, con pochi zuccheri e un alto contenuto di cacao. Ma il core del business rimane una produzione classica: “Chi assaggia il cioccolato non si mangia una tavoletta ma qualche quadratino -spiega il presidente e Ad-: una gratificazione per cui possiamo permetterci di impiegare zucchero e altri ingredienti”. Coerente con questa comunicazione, l’azienda ha realizzato il podcast “una storia dolcissima” dedicato alla storia del cioccolato.

Il cioccolato, una volta prodotto da ricorrenza, con un’opera di comunicazione è diventato un bene di consumo quotidiano per le famiglie italiane.

Il retail nel dna di Elah Novi Dufour

Cristina Danielli Elah Novi Dufour
Cristina Danielli, responsabile commerciale clienti gdo di Elah Novi Dufour

L’export incide per il 10%. Obiettivo dell’azienda è di aumentare questa quota al 20-30%. Le vendite in Italia rappresentano il 90% del fatturato complessivo dell'azienda. Circa il 90% di questo 90% deriva dalla gdo: “La nostra -mette in chiaro Cristina Danielli, responsabile commerciale clienti gdo dell’azienda- è un’azienda nata fianco a fianco della distribuzione e sviluppando le proprie vendite attraverso il canale del retail, senza mai discostarsi da questa origine. Non ci sono rapporti privilegiati con i diversi player, se non con quelli più presenti nell’area di nostra appartenenza, cioè il Nord Ovest del Paese”.

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