Campari, l’outlook migliora secondo CRIF Ratings

Nel 2018, Campari ha mantenuto una profittabilità soddisfacente, con una crescita dell’EBITDA margin al 25,3% dal 25% nel 2017

Il progressivo miglioramento delle metriche creditizie del Gruppo Campari e la solidità delle performance operative e del profilo di business hanno portato l’agenzia CRIF Ratings ad alzare il rating di Davide Campari-Milano S.p.A. da “BBB-” a “BBB”, ovvero al livello “Stabile”.

Nel 2018, Campari ha mantenuto una profittabilità soddisfacente, con una crescita dell’EBITDA margin al 25,3% dal 25% nel 2017, rimasta sopra il livello medio del settore dei liquori ma ancora inferiore a quella dei concorrenti globali come Brown-Forman o Pernod Ricard. Questo risultato riflette le positive performance nei principali mercati maturi riportate dalle profittevoli “Global Priorities” e “Regional Priorities”, il consolidamento per l’intero anno del marchio Bull Dog e l’effetto accrescitivo delle cessioni di attività non strategiche, in particolare Lemonsoda.

Il Gruppo, inoltre, ha riportato un utile netto di 296 milioni di euro nel 2018, in diminuzione del 17% rispetto all’anno precedente. Ciò è da attribuire principalmente alle maggiori imposte, legate alla diminuzione dei benefici derivanti dalla riforma fiscale degli Stati Uniti e dal “Patent box” in Italia.

Per i prossimi 12-24 mesi CRIF Ratings anticipa una crescita organica del fatturato di Campari intorno al 5% e un lieve miglioramento della marginalità operativa, che riflettono la razionalizzazione del portafoglio e la sua transizione verso marchi premium.

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