Come sta cambiando il nostro approccio al cibo in 4 punti

Alcuni interessanti highlights a tema alimentare dal report “Future of Food” di Tbwa, che unisce 42 osservatori culturali da tutto il mondo

Dopo le 10 tendenze del food and beverage indentificate dallo studio globale 2023 di Kantar torniamo a parlare di alimentazione dal punto di vista dei consumatori con i risultati del report “Future of Food” di Tbwa (scaricabile per intero qui), che elabora 42 osservatori culturali in tutto il mondo e un sondaggio di circa 8.000 partecipanti in 18 Paesi.
Per molto tempo il progresso nel cibo ha significato comodità, ma il risultato è che ci siamo disconnessi dai processi naturali attraverso i quali gli ingredienti diventano cibo, con un impatto negativo sulla nostra salute, sul pianeta e sull’accesso equo alla nutrizione. È il momento della partecipazione pratica di brand e consumatori”, sottolinea Agathe Guerrier, global chief strategy officer di Tbwa\Worldwide.

A seguire quattro punti salienti emersi dal report.

  1. Food RX (Cibo al microscopio): In Italia l’81% (e il 79% nel resto dei Paesi) degli intervistati ritiene importante: “Essere in grado di prendere decisioni sulla mia salute e il mio corpo, nel mio interesse”. I confini sempre più sfocati tra cibo e il mondo del farmaceutico stanno cambiando: è importante non solo ciò che mangiamo, ma anche perché lo mangiamo. Mentre la nutrizione personalizzata e le diete antistress stanno elevando il ruolo del cibo a medicina, un numero crescente di farmaci consente d'altro canto alle persone di continuare a mangiare male.
  2. Food under review (Cibo sotto esame): “Proteggere la biodiversità e intraprendere azioni per aiutare la natura a prosperare” in Italia è la categoria che si classifica al primo posto nel ranking del settore food & beverage. Al terzo posto a livello globale, con il 56% degli intervistati che lo ritiene importante, troviamo "spendere soldi in modo da sostenere la sostenibilità". La ricerca del cibo “buono” si traduce in una ricerca di cibo etico, sostenibile e inclusivo. Se in passato una tecnica impressionante e una presentazione ineccepibile potevano essere i segni distintivi di un buon pasto, oggi le questioni sociali e ambientali ci spingono a giudicare il cibo attraverso una lente più responsabile. Questo controllo approfondito porterà a un aumento dei prodotti con etichetta sulle emissioni, restrizioni più severe sulla carne bovina e un rinnovato apprezzamento per i piatti tradizionali.
  3. Beyond consumption (Oltre il consumo): Il 64% dei consumatori in Italia (e il 60% a livello globale) ha dichiarato di "riconoscere l'importanza di modificare il proprio stile di vita in risposta alla scarsità di risorse”. Man mano che il nostro sistema alimentare subisce una riprogettazione interattiva, i consumatori passivi diventeranno partecipanti attivi. Dopo aver inseguito per anni la comodità sotto forma di supermercati completamente riforniti e di applicazioni per la consegna di pasti ultraveloci, ci stiamo rendendo conto che un approccio al cibo che "non prevede l'uso delle mani" non ci sta giovando. Alla ricerca di stabilità, gli individui stanno reimparando a procurarsi il cibo, a coltivare i propri prodotti e a ridistribuire le eccedenze alle persone bisognose.
  4. Tech’s Kitchen (La cucina tecnologica): il lab-made (creato in laboratorio) non è il più noto dei cambiamenti culturali (poco meno della metà, 49% degli intervistati in Italia e 46% a livello globale concorda sulla sua importanza). Tra coloro attenti alla sostenibilità, tuttavia, la sua influenza sta crescendo, rendendolo un fenomeno da tenere d'occhio per il futuro. Il ruolo della tecnologia nell'alimentazione viene valorizzato. Mentre le narrazioni culturali di lunga data ci spingono a scegliere alimenti "completamente naturali" (un claim che sulle confezioni spopola in modo del tutto arbitrario e illogico rispetto al significato della parola stessa ndr) il bisogno di innovazione sta ora spingendo una diversa tendenza, che mitiga l'avversione per l'uso della tecnologia nel mondo alimentare, aprendo ad esempio la porta a una maggiore accettazione delle proteine prodotte in laboratorio (che non sono "sintetiche" ma "coltivate" come alternativa all'"allevato"), delle innovazioni anti-spreco e di ingredienti "scoperti" dall'intelligenza artificiale.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome