Conad sostiene l’Ospedale Bambino Gesù

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Il rapporto con l’Ospedale Bambino Gesù prende avvio nel 2013 con la partecipazione al progetto Un cuore nuovo finalizzato a mettere a punto e impiantare per la prima volta al mondo un innovativo cuore artificiale miniaturizzato

Sono destinati alla ricerca e alla cura di quelle patologie che nel mondo colpiscono cinque persone su diecimila gli oltre 332 mila euro donati all’ospedale romano Bambino Gesù da Conad che ha avviato e promosso la campagna di comunicazione sociale e fundraising Vite Coraggiose a favore della ricerca e cura delle malattie rare. Ai bambini malati dunque sono stati indirizzati i punti della raccolta MiPremio 2016, concepita per dare risposte anche nell’ambito della solidarietà. La donazione fa seguito al contributo di 861.628 mila euro destinato alla realizzazione e all’impianto di un piccolo cuore artificiale in pazienti pediatrici.

 

 

 

“Dall’avvio del progetto – dichiara il direttore scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Bruno Dallapiccola – abbiamo dato un nome alla malattia di oltre 350 bambini senza diagnosi. Questi pazienti ora possono sentirsi meno soli e dunque parte di una comunità. Avere una diagnosi significa ricevere consulenze genetiche mirate, poter disporre di strumenti di prevenzione e monitoraggio delle gravidanze a rischio, terapie di precisione e programmi di presa in carico migliori”. Il presidente di Conad Claudio Alibrandi aggiunge: “Siamo sempre disponibili a sostenere progetti di natura solidale, ancor più quando coinvolgono le comunità, segno del forte attaccamento che nutriamo per le comunità e i territori in cui operiamo. Vorremmo che anche le istituzioni finanziassero ricerche in un ambito importante quali sono le malattie rare, contribuendo a limitare la fuga di ricercatori all’estero, verso realtà più sensibili e con maggiori disponibilità economiche. La solidarietà è un valore che appartiene naturalmente a Conad e a tutte le persone che lavorano con noi. Un valore che i nostri clienti si sono ormai abituati a riconoscere ed apprezzare”.

 

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