Secondo Confimprese potrebbero essere allarmanti le conseguenze innescate dalla proposta di legge sulle chiusure domenicali e festive. "I negozi potrebbero rimanere aperti solo 12 festività all'anno"

Per Confimprese, una delle associazioni di riferimento nazionale nel campo della distribuzione (retail) diretta e in franchising, che raggruppa 300 marchi commerciali, 30.000 punti di vendita, e 600.000 addetti, e rappresenta il 16% del giro d'affari complessivo del mercato retail, la situazione per il commercio moderno assume contorni sempre più allarmanti per la proposta del Movimento 5 Stelle di 40 chiusure domenicali e festive dei negozi. L'associazione presieduta da Mario Resca lancia un messaggio ancora più allarmante: "se dovesse diventare legge, alle imprese non resterebbe che licenziare. In tempi rapidi. Per non lasciare sul terreno perdite di fatturati e marginalità".

 

 

"Su 52 domeniche i negozi potranno restare aperti solo 12 festività all’anno –aggiunge Mario Resca, presidente Confimprese –. Le aziende saranno costrette a licenziare, l’intero comparto perderà 400.000 posti di lavoro e il 10% del fatturato. Significherebbe quindi perdere il 15% della forza lavoro in un Paese che ha un tasso di disoccupazione dell’11%, con un Pil in forte rallentamento nel secondo trimestre e un futuro delle famiglie molto incerto".

 

 

Problematica, secondo Confimprese, anche la decisione di quali siano le città turistiche che potranno tenere aperti i negozi. "Quali sono i criteri –chiede Resca– per stabilire le città a vocazione turistica? Il nostro Paese è tutto una meta turistica e noi, oltre che i posti di lavoro, vogliamo perdere anche i servizi e i consumi? Gli acquisti non sono di necessità ma di impulso, la gente consuma se ne ha l’opportunità, ma se i negozi sono chiusi rinuncia e non compra".

La proposta di legge più recente sulla limitazione delle aperture festive prevedeva, fra l'altro, la sostituibilità delle 6 chiusure festive obbligatorie con altrettante domeniche non festive secondo un calendario stabilito dai Comuni.

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