Iran, la nuova miniera d’oro dell’Europa

Il Convegno di Confimprese dedicato all'Iran evidenzia le potenzialità di questo paese giovanissimo (il 70% della popolazione ha meno di 30 anni) e aperto alla modernità. Attualmente sono in costruzione oltre 100 centri commerciali tra 15.000 e 400.000 mq.

Davvero interessante il convegno Confimprese sull'Iran, in corso a Milano. Interessante non solo per i dati e le informazioni, ma anche per lo spaccato geografico-culturale su un paese sterminato, alla maggior parte di noi pressoché sconosciuto, a dispetto delle sue millenarie tradizioni.
Con il ritiro delle sanzioni internazionali, l’Iran offre alle imprese retail italiane nuove opportunità di sviluppo anche grazie alla crescente domanda di prodotti stranieri. Il settore retail sta vivendo già da alcuni anni una trasformazione verso un sistema più organizzato. In questo senso l'Iran è un paese dove moderni shopping centres convivono con il commercio di tipo tradizionale, largamente dominante ma che rappresenta la cifra autentica del luogo.
Il 73 % dei consumatori iraniani è interessato all’acquisto di prodotti stranieri e si prevede un incremento delle vendite al dettaglio fino all’8%: entro il 2020, il mercato totale retail dovrebbe raggiungere quota 160 miliardi di dollari.

Un paese giovane
L'Iran fa gola alle imprese italiane di quasi tutti i settori, dall'industria alimentare all'edilizia all'impiantistica. Perché? Ma semplice: è un paese povero nel senso economico-infrastrutturale del termine, giovane, sufficientemente laico, per decollare. Ha tutti i requisiti socio-demografici per promettere il classico boom economico che l'Italia ebbe (e fu l'ultimo, ahimé/ahinoi), negli anni Sessanta. In Iran il 60% della popolazione ha meno di 30 anni, e 7 iraniani su 10 vivono in realtà metropolitane.
Con quasi 80 milioni di abitanti, età media di 27 anni, reddito pro capite della classe medio-alta superiore ai 20.000 dollari, l'Iran è un Paese che si sta aprendo al mondo retail e che, nonostante il proliferare durante l’embargo, di molti falsi negozi monomarca che alimentavano il mercato parallelo, ha registrato un fatturato di 203 miliardi di dollari, di cui 114,8 nel food e 88,6 nel non-food. Nel frattempo, nonostante nella distribuzione prevalga  ancora in gran parte il commercio indipendente di piccole e medie dimensioni che prende forma nei tradizionali bazar, il retail è pronto per il salto di qualità.

Marchi italiani in volo per Teheran
Prova ne sia il boom di centri commerciali e shopping mall nei quali si possono trovare marchi italiani, come Andrew’s Ties, Dolce&Gabbana, Ermenegildo Zegna, Piquadro. Attualmente sono in costruzione oltre 100 centri commerciali tra 15.000 e 400.000 mq con  affitti che variano da 100 a 220 dollari al metro quadrato annui.

Iran_città

"I nostri associati, soprattutto nell'abbigliamento e nella moda, anche se in numero esiguo, prevedono una decina di aperture nel 2017 – aggiunge Mario Resca, presidente Confimprese –. Tra loro ricordo Yamamay con alcuni negozi di 120 mq ciascuno all’interno di centri commerciali, e Piazza Italia che aprirà alcuni esercizi nella capitale. Gli iraniani sono affamati di prodotti occidentali. L’eCommerce compensa le carenze e i buchi di offerta lasciati dall'attuale mercato retail, garantendo risparmio di tempo e un ventaglio di scelte inconcepibile nei tradizionali negozi iraniani. Nel 2014 sono state effettuate transazioni di eCommerce per 17 miliardi di dollari. Il 35% della popolazione iraniana utilizza i social media: una strategia digitale e mobile creativa rappresenta, perciò, un fattore chiave nel mercato retail iraniano".
Il canale del "travel retailing" (autostrada/aeroporti) offre un’altra opportunità di sviluppo distributivo. Eccezion fatta per alcune piccole imprese, mancano catene fast food e "global brand".
L'Iran ha 9 aeroporti internazionali ma solo 3 hanno un saldo attivo. Alcune aziende italiane si sono già messe in contatto con il Governo per poter ottenere commesse onde migliorare i servizi e realizzare infrastrutture e migliorie negli scali del Paese. L’aeroporto internazionale di Imam Khomeini a Teheran è un’opportunità di investimento e di penetrazione commerciale per le imprese straniere, perché ad oggi non ci sono brand internazionali o globali.

Principali fonti dell'articolo:
IBS Italia, "Retail Real Estate, centri città, centri commerciali e travel retail"
Marina Mira d'Ercole, "Iran, opportunità per le aziende del retail e vincoli culturali da rispettare" The European House Ambrosetti

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