Lazio, nuova legge sul commercio: “un traguardo atteso da anni”

Il Lazio, con 92 centri commerciali (63 dei quali nell'area metropolitana di Roma) è al quinto posto a livello nazionale fra le regioni con più centri commerciali. Il Lazio assorbe il 41% della Gla del centro Italia.

La recente approvazione da parte del Consiglio Regionale del Lazio del Testo Unico del Commercio (L.R. 22 del 6 novembre 2019) riscrive, aggiornandole, le regole del settore soprattutto per quanto riguarda il commercio in sede fissa. "È un importante traguardo atteso da anni da parte degli operatori, costretti finora a lavorare in una situazione di assoluta deregolamentazione" commenta la nota diramata da Legacoop Lazio, sulla quale basiamo questo articolo. In una scala di soddisfazione da 1 a 10, Legacoop Lazio esprime un 7 in merito al nuovo Testo Unico. La Regione Lazio, con questa legge e con i regolamenti attuativi che dovranno essere promulgati a breve, ha definito le linee di urbanistica commerciale per lo sviluppo del settore e quindi regole nuove per le localizzazioni di supermercati, centri commerciali, outlet village. Si è cercato di rispettare il territorio e l’ambiente limitando, per quanto possibile,  l’uso di suolo agricolo.

 

 

Fra le novità che adesso illustreremo nell'articolo, c'è anche il fatto -non proprio irrisorio - che la Città di Roma sia compresa nel perimetro dell'urbanistica commerciale regionale, anche se ci aspettavamo dal testo unico un orientamento più preciso sul piano dello sviluppo riguardo i centri commerciali: qualcosa di più chiaro si potrà leggere nel Regolamento che dovrebbe uscire entro i prossimi 5 mesi. Fermo restando che obiettivo del nuovo TU è "valorizzare e sostenere il commercio, anche attraverso la promozione delle reti di imprese tra attività economiche e la salvaguardia dei mercati di interesse storico, dei locali storici, delle botteghe d’arte e delle attività commerciali e artigianali di tradizione nonché degli esercizi di vicinato;

e b): favorire l’integrazione e l’adeguamento degli strumenti urbanistici generali e di quelli attuativi relativi alla localizzazione delle strutture distributive, garantendo l’equilibrio territoriale tra le diverse funzioni e la valorizzazione dei centri storici e del tessuto urbano, anche attraverso il riuso di strutture dismesse, il recupero del patrimonio edilizio esistente e la riqualificazione di aree degradate che non comportino ulteriore consumo di suolo.

Nuovi strumenti di pianificazione del territorio

I Comuni avranno finalmente nuovi strumenti di gestione e pianificazione del territorio, senza che l’assenza di regole possa costituire un alibi per il proliferare di esercizi commerciali di dubbia qualità. C’è ancora da lavorare alla semplificazione delle pratiche burocratiche legate al commercio anche se, già con questa legge, sono stati meglio definiti i ruoli degli sportelli unici delle attività produttive a livello comunale (I Suap, definiti all'art.13).

Il Testo Unico contiene anche altri elementi positivi. In modo particolare, cosa unica nel panorama nazionale, individua norme che tutelano le aziende che applicano correttamente i contratti di lavoro e richiama il rispetto dei principi delle pari opportunità nel settore.

Massimo Pelosi, Legacoop Lazio, vice presidente; responsabile distretto Lazio Nord (Civitavecchia, Rieti, Viterbo); relazioni istituzionali settore consumo Coop

Lotta al lavoro nero nel commercio

"In considerazione del fatto che il commercio è una delle attività più esposte al lavoro nero e mal pagato, riteniamo molto positiva la presa di posizione della Regione Lazio sul rispetto dei contratti e delle pari opportunità, da noi sollecitata fin dall’inizio della discussione sul Testo Unico -commenta Massimo Pelosi, responsabile distribuzione cooperativa di Legacoop Lazio-. La prima versione della legge, infatti, non riportava questo articolo, che noi abbiamo proposto di inserire durante le audizioni. Riteniamo altresì molto importante l’istituzione dell’Osservatorio Regionale del commercio, con funzioni completamente nuove rispetto al passato. Il nuovo Osservatorio avrà la funzione di monitoraggio di tutte le attività commerciali, quindi potrà costituire un utile aiuto alle scelte programmatiche dell’Amministrazione regionale".

Il Testo Unico del commercio della Regione Lazio aggiorna le disposizioni del settore, ma vuole, inoltre, garantire un contesto più adeguato per lo sviluppo delle aziende che operano nel comparto. "Su questo -aggiunge Legacoop Lazio - il Consiglio Regionale, in particolare attraverso la Commissione Sviluppo Economico, ha coinvolto le Associazioni di categoria durante tutte le fasi di sviluppo della legge. C’è stata la possibilità di presentare proposte e di discuterle in maniera collegiale, cosa non sempre usuale nel rapporto con le Istituzioni".

Lo sviluppo regolato del settore commerciale era assolutamente necessario ed enti locali, lavoratori e aziende ne sentivano la necessità. Il nuovo quadro regolatorio, definito dal Consiglio Regionale, potrà inoltre aiutare uno sviluppo armonico delle attività commerciali. Giunti a questo importante traguardo, Legacoop Lazio continuerà ora il suo lavoro per sviluppare proposte utili alla definizione dei nuovi regolamenti attuativi.

Classificazione commercio al dettaglio in sede fissa

La nuova legge regionale del Lazio prevede (al capo II del testo di legge) la classificazione in esercizi di vicinato (superficie di vendita non superiore a 150 mq, nei comuni con popolazione residente inferiore ai 10.000 abitanti e a 250 metri quadrati negli altri comuni); medie strutture di vendita (esercizi e centri commerciali con superficie di vendita tra 150 e 1.500 mq, nei comuni con popolazione residente inferiore ai 10.000 abitanti e tra 250 e 2.500 mq, nei comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti); grandi strutture di vendita, gli esercizi e i centri commerciali aventi superficie di vendita superiore ai limiti massimi previsti per le medie strutture di vendita.

All'articolo 14 si istituisce un Osservatorio regionale del Commercio, mentre le procedure per i centri commerciali sono fissate nell'articolo 28.

Interessante anche la definizione di distretti economici urbani (Deu), gli ambiti territoriali individuati dai comuni, singoli o associati, o dalle associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative per i settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio in sede fissa, dei servizi turistici e di accoglienza, ovvero da entrambi, identificabili quali polarità produttive e commerciali attrattive, caratterizzati o caratterizzabili da un’offerta integrata sul piano della distribuzione commerciale ed espressione di una comunità locale, innanzitutto di imprenditori, capace di integrare al fattore produttivo e commerciale gli elementi economici, infrastrutturali, culturali e sociali peculiari del territorio.

ORARI DI APERTURA DEI NEGOZI

Per quanto concerne gli orari di apertura e di chiusura al pubblico degli esercizi di vendita al dettaglio, l’apertura domenicale e festiva e la chiusura infrasettimanale di mezza giornata sono rimessi alla libera determinazione degli esercenti, nel rispetto degli accordi aziendali e dei contratti collettivi di lavoro.

I comuni, ai sensi della normativa statale vigente, possono prevedere eventuali limiti adeguatamente motivati, da porre agli orari delle attività commerciali, esclusivamente se connessi alla tutela dei motivi imperativi di interesse generale.

 

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