Nel gelato premiati packaging e gusto nel segno della qualità

Ricerca esclusiva MARK UP – Le performance dei canali out of home e Gda sono strettamente influenzate dal clima

1. Mercato in flessione sia a valore sia a volume
2. L'innovazione si gioca sul concetto di dessert

Gli influssi meteorologici condizionano il mercato del gelato. Nel 2010, infatti, il clima fresco e piovoso che ha toccato alte temperature solo per brevi periodi ha portato a un trend in calo registrato a chiusura campagna estiva (-4,4% per gennaio-settembre sull'anno precedente) e che si riconferma a fine anno con una decrescita dei volumi pari a -4,3% per il 2010. L'out of home ha chiuso l'anno, inoltre, con un calo, pari a -6,1% nel suo complesso. Nel dettaglio l'impulso (passeggio in confezioni singole) ha perso ben 7 punti percentuali rispetto al 2009, mentre le specialità da tavola singole hanno accusato un decremento più marcato (-15,3%). Risultato negativo anche per lo sfuso, seppur in misura minore (-2,8%). Trend in discesa anche per le categorie che veicolano totalmente nel canale Gda: quest'ultimo nel 2010 è diminuito di -3,7%. Nel dettaglio i multipack hanno perso il 2%, mentre vaschette e secchielli hanno subito un rallentamento di -5,4%. Da ultimi le torte e i tranci, le cui occasioni di consumo rientrano sia nell'out of home sia nel canale grande distribuzione, che registrano un calo pari a -3,7% (dati Istituto Gelati italiani su stime Aidepi). “I dati al consumo alimentano un quadro dove i maggiori player del mercato incassano dei duri colpi e dove la flessione stessa a valore mostra come il consumatore sia influenzato dalla presenza di referenze primo prezzo o dalla forte promozionalità. Questo è evidente anche dai dati a volume, sempre negativi ma meno impressionanti di quelli a valore - conferma Cinzia Ieracitano, marketing manager di Callipo -. Per il retail in particolare, le migliori performance sono state realizzate dai multipack specialmente in mini formati, che a differenza dei secchielli, non riportano dati negativi a doppia cifra e che risentono fortemente dei dati positivi registrati dalle private label e da marchi leader. I dati positivi sono dovuti anche all'inserimento di nuove referenze, legate comunque a un ciclo di vita potenzialmente ridotto”.

Il consumatore
È un giovane adulto, single che spende 63 euro all'anno in gelato. Seguono le giovani coppie senza figli (47 euro pro capite l'anno), mentre le coppie con un figlio spendono 33 euro. Secondo un'analisi di Coldiretti su dati Istat, gli italiani consumano in media 15 chili di gelato all'anno a testa: un giro d'affari complessivo che vale 5 miliardi di euro, il 60% dei quali vanno al gelato artigianale. Le famiglie italiane ogni anno spendono 1,9 miliardi di euro per acquisti di gelati industriali e artigianali, pari a 82 euro a famiglia. L'andamento positivo è accompagnato dall'aumento costante del numero delle gelaterie artigiane, oltre 36.000: dal 2004 al 2009 il tasso di crescita è stato pari al 10,9%. Da segnalare che in Italia il fatturato annuo del comparto degli ingredienti per la gelateria è di circa 250 milioni di euro (fonti Unioncamere, Confartigianato, Aiipa, Swg). Da crema, panna, cioccolato e un po' di frutta si è passati a oltre 600 gusti creati per soddisfare le esigenze, ormai sempre più specifiche, del consumatore, come i prodotti senza glutine, light, funzionali. Mentre da un lato il consumatore presta maggiore attenzione alla spesa alimentare in termini di budget, dall'altro mostra ancora di preferire la qualità, scegliendo prodotti sempre più innovativi nel packaging e nel gusto. In entrambi i canali stecchi, coni e biscotti sono i formati preferiti seguiti da coppe e ghiaccioli. Nel mercato take home il consumatore privilegia il formato multipack che, con la sua varietà di formati, riveste un peso pari al 60% dei volumi, a cui si affiancano le vaschette che rivestono il 35% dei volumi, spaziando dai gusti più tradizionali a quelli più golosi.

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Spinta verso il segmento
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Consumi stagionali

Nell'articolo completo l'analisi di:

  • Le strategie per la grande distribuzione
  • Le novità
  • Il settore premum
  • I marchi storici

Allegati

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