È anche il titolo della tavola rotonda tenutasi nel corso dell'odierno convegno Confimprese per la presentazione del quinto rapporto sui centri commerciali. Nel dibattito sulle nuove tendenze di acquisto, campeggia il tema del digitale e dell'eCommerce sia in chiave competitiva versus punti di vendita fisici (per es. Amazon, che però non disdegna il retail fisico, vista l'acquisizione di Whole Foods), sia nell'ottica dell'integrazione off/on line dalla quale si sviluppano le strategie omnichannel.
Il fatto di avere un sito eCommerce anche avviato da tempo non esclude di per sé l'opportunità di sviluppare/consolidare una rete fisica. Soprattutto se si è nati brick&mortar. "Kiabi è partita molto presto con il sito eCommerce, nel 2008 -ricorda Massimo Pozzi, direttore sviluppo Kiabi Italia- ma nella nostra visione retail del futuro lo store fisico è uno spazio necessario e strategico per l'immagine e l'attrazione, anche se dovrà integrarsi di più con i magazzini. Naturalmente, le aperture saranno sempre più selezionate".
Come ha ricordato Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it (il prototipo più famoso di agenzia immobiliare solo online) "per fare 10 milioni di ricavi un negozio ha bisogno di 47 persone, Amazon ne usa solo 15". Vale la pena ricordare che il negozio fisico oggi -soprattutto per i grandi retailer nei centri commerciali e nelle high street- si configura anche come luogo scenografico, fortemente orientato all'attrattività estetica ed esperienziale: la tendenza sarà quindi ad aprire meno, ma meglio, selezionando le location e puntando su un investimento di alto profilo sul piano dell'architettura e del design. E on top of that, ovviamente, il prodotto: di qualità ed esclusivo/distintivo (che non vuol dire necessariamente costoso).

da sin. Luca Lunardi (retail business development manager di Pandora), Massimo Pozzi (direttore sviluppo Kiabi Italia), Cristina Lazzati (direttore di Mark Up e Gdoweek), Jacopo Sebastio (founder & ceo Velasca), Diego Valazza (leasing manager Milano Westfield Europe Ltd)

La tendenza a rafforzare l'esperienzialità delle destinazioni retail, in accordo con le nuove tecnologie retail, è incarnata da Westfield, rappresentata oggi da Diego Valazza, leasing manager Milan, da sempre considerata paradigma di riferimento nelle best practice dei centri commerciali: Westfield punta molto sulla ristorazione e sull'idea di intrattenimento, su un retail mix che includa il lusso e i grandi department store, ponendosi come attrattore anche dei flussi turistici, secondo una logica intermedia tra high street del centro città e destination extra-urbano.

Ci sono anche retailer nati con l'eCommerce, come Velasca (calzature maschili) che ha aperto 3 negozi, uno dei quali a Milano, all'Arco della Pace: "siamo molto soddisfatti di questa scelta -commenta Jacopo Sebastio, fondatore e ceo di Velasca: la posizione a Milano è ottima, anche sotto il profilo del canone di locazione, e aggiunge un motivo in più di appeal verso il cliente".
Pandora, nata nel 1982 a Copenhagen, conosciuta più dal pubblico femminile per i suoi gioielli componibili, "aprirà sempre più punti di vendita" rassicura Luca Lunardi, retail business development manager Italia", come a segnalare una scelta strategica dal canale online a quello fisico. Pandora, pochi lo sanno, è il terzo produttore di gioielleria dopo Cartier e Tiffany, anche se con un posizionamento di prezzo più basso: "il nostro scontrino medio è di circa 80-90 euro" precisa Lunardi. E certamente, una catena di store è il miglior investimento per incrementare la conoscenza del marchio presso il grande pubblico.

 

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