Zero antibiotici, è l’ora dei bovini per il benessere animale

Prosegue la campagna di Coop per la riduzione degli antibiotici negli allevamenti. Un evento a Milano per focalizzare l’attenzione sull’iniziativa

L’attenzione verso il benessere degli animali da reddito sta diventando un principio sempre più condiviso, non solo tra i consumatori più attenti e sensibili, ma anche tra gli allevatori e gli operatori della distribuzione. Principio che sostanzialmente si basa su due considerazioni. È giusto limitare le sofferenze degli animali da allevamento ed è sempre più evidente la correlazione tra benessere degli animali durante la loro vita in allevamento e la qualità delle carni prodotte con ricadute positive sulla salute umana. In questo contesto si inserisce la campagna di Coop "Alleviamo la salute" volta a ridurre e quando possibile eliminare l'uso di antibiotici negli allevamenti di animali da reddito. “Con questa scelta”, spiega Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, “possiamo contribuire a migliorare gli allevamenti italiani perché per ridurre gli antibiotici è necessario concedere più spazio agli animali e farli vivere meglio”.

“Coop è la prima insegna distributiva italiana che ha percorso questa strada, spero che altri ci seguano” - Pedroni

L’iniziativa "Alleviamo la salute" aggiunge un’altra tappa al suo percorso. Ora è la volta di bovini (nello specifico vitellone e scottona) allevati senza uso di antibiotici negli ultimi quatto mesi di vita. “Adesso”, aggiunge Pedroni, “siamo concentrati sugli ultimi quattro mesi di vita dell’animale, in nostro obiettivo è andare il più indietro possibile”. Gli allevamenti bovini interessati sono già coinvolti nel nuovo processo e i primi prodotti derivanti da questi allevamenti arriveranno a scaffale a fine ottobre. Eliminare l'uso di antibiotici negli ultimi quattro mesi di vita è un primo obiettivo di riduzione ed è comunque un obiettivo ambizioso e importante sempre nell'ottica della tutela della salute, perché si tratta di filiere particolarmente complesse e con animali longevi, ma il percorso avviato da Coop punta alla eliminazione di antibiotici anche sui bovini (traguardo che sarà possibile raggiungere il prossimo anno).

In totale al momento sono circa 350 gli allevamenti interessati da questa seconda fase della campagna

Tra le ulteriori conquiste a scaffale da rilevare anche la presenza di un prosciutto cotto da suino danese antibiotic free dalla nascita. La materia prima infatti arriva da fattorie danesi a conduzione familiare (8.550 allevatori) che hanno da tempo attivato un protocollo estremamente rigoroso e tale da escludere fin dalla nascita il ricorso a antibiotici, oltre a un'alimentazione degli animali tutta vegetariana e a una serie di accorgimenti innovativi dal punto di vista del benessere. I nuovi traguardi raggiunti si sommano così ai risultati già conseguiti. Prima dell'estate infatti a scaffale figuravano il 100% della filiera avicola a marchio Coop (35 referenze della linea "Origine" con etichetta "Allevato senza uso di antibiotici", in totale quasi 400 mila polli a settimana) e le uova antibiotic free, un caso unico in Italia: due referenze disponibili, certificate da due enti indipendenti e garantite dalla serietà del gruppo della grande distribuzione, ben riconoscibili dai consumatori grazie alle apposite etichette. In totale, a regime, ad essere allevate senza antibiotici almeno due milioni di galline con una produzione di più di 189 milioni di uova all'anno. Avevano inoltre già fatto la loro comparsa i prodotti suini della linea "Fior Fiore" da animali allevati allo stato brado in due allevamenti toscani. In tali condizioni gli animali impiegano molto più tempo per raggiungere il peso stabilito e questo ovviamente significa maggiore qualità delle carni e lavorazione artigianale dei prodotti. Attualmente in questa specifica linea sono coinvolti più di 3.000 suini.

Come già dichiarato fin dal lancio della campagna a fine aprile l'impegno complessivo di Coop comunque è di lunga scadenza, imponente e tale da generare una vera e propria rivoluzione nei metodi di allevamento: complessivamente ne saranno interessati oltre 20 milioni di animali ogni anno e oltre 1.600 allevamenti in Italia. Per avvicinare i consumatori al progetto, Coop ha organizzato l’iniziativa "Allevamenti Aperti".

Primo appuntamento sabato 28 ottobre in 10 allevamenti del Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia, Marche, Toscana e Puglia, dove i fornitori di Coop apriranno le porte delle loro aziende e metteranno a disposizione i loro esperti che risponderanno alle domande dei consumatori. Per partecipare è necessario prenotare (numero verde 800912195). “Allevare gli animali in maniera diversa”, conclude Pedroni, “costa indubbiamente di più. Un sovrapprezzo che noi riconosciamo già ai nostri fornitori e che richiediamo ai consumatori. Non si tratta naturalmente di un prezzo esagerato o speculativo, in media non più del 5% rispetto al prezzo medio. Una maggiorazione che se è spiegata al consumatore, lo stesso accetta di pagare senza problemi”. Parte integrante della campagna “Alleviamo la salute”, l’evento che si è tenuto al Teatro Litta di Milano a cui hanno partecipato Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop, Paolo Mieli, giornalista e scrittore, Philip Lymbery, Ceo di Compassìon in World Farming, Charles Poster dell’Università di Oxford e Federico Taddia, giornalista e divulgatore scientifico. Protagonista della serata la carne: vizi e virtù di un alimento visto da dietro le quinte a partire dai metodi di allevamento fino a arrivare sulle nostre tavole. Il tutto affrontato da ottiche diverse attraverso voci autorevoli di esperti della materia o di insoliti testimoni. Un'occasione per riflettere sulla necessità di un consumo consapevole. Un dato interessante. Per la prima volta dal dopoguerra i consumi di carni bianche hanno raggiunto in quantità quelle di carni rosse. E a fianco di vegetariani e vegani, cresce inoltre la percentuale di italiani che si dichiarano flexitariani (sono 18 milioni e rappresentano circa il 29%), ovvero di coloro che praticano un'alimentazione semi-vegana, pro-vegetali ma non anti-carne.

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