Mondadori-Rizzoli, concentrazione ad altissima quota

Il polo nato dall'acquisizione di Rizzoli da parte di Mondadori è un gruppo da quasi 600 milioni di euro di ricavi e una quota di mercato di circa il 40%. I concorrenti (Gems, Giunti, Feltrinelli e De Agostini) hanno insieme il 23,5%.

Il nuovo gruppo editoriale nato dal matrimonio tra Mondadori e Rizzoli, ribattezzato dai giornali Mondazzoli, conseguente all'acquisizione da parte di Mondadori del ramo libri di Rcs Media Group per un valore di 127,5 milioni di euro, è il risultato della più importante operazione nell'industria editoriale italiana dopo l'acquisizione di Mondadori da parte di Silvio Berlusconi nel 1991: Mondazzoli è un'impresa da quasi 600 milioni di ricavi, 4.000 titoli solo nelle novità, una quota nella filiera del libro pari a circa il 40% (25,6% Mondadori, 12,1% Rizzoli), e una panoplia di marchi editoriali che hanno la storia e il valore di veri e propri blasoni: Mondadori, Sperling & Kupfer, Piemme, Einaudi (fra i principali di Gruppo Mondadori), e sul fronte Rcs Rizzoli (Bur e Librerie incluse) Bompiani, Marsilio, e nel settore educational La Nuova Italia, Fabbri, Sansoni per la scuola, Calderini.
La casa editrice Adelphi non rientra più nel perimetro dell'acquisizione e rimane un player indipendente.


Dal punto di vista economico-finanziario i rapporti di forza erano (e sono) a vantaggio della casa di Segrate: Rcs Libri ha ricavi nel 2014 di 222,6 milioni, con 9,3 di margine operativo lordo (mol); i ricavi di Mondadori Libri ammontano a 336,6 milioni con mol di 45,1 milioni.

La sede di Mondadori: il palazzo di Oscar Niemeyer a Segrate

 

Il contesto competitivo

L'acquisizione di Rizzoli da parte di Mondadori è maturata prima che l'Antitrust formulasse il suo parere. Dall'Autorità garante della concorrenza dovrebbero comunque arrivare "indicazioni compensative".

La creazione di Mondazzoli si presta a diverse letture. Secondo alcuni osservatori l'operazione ha una finalità sinergica e di rafforzamento competitivo verso gli specialisti monocanale dell'on-line, come Amazon, che stanno crescendo e sottraendo quote di mercato al retail tradizionale. Quest'idea, così diffusa, che Internet stia mangiando il mercato del retail librario non è del tutto convincente, così come è una leggenda metropolitana che le librerie chiudano per colpa di Amazon. Se vogliamo essere precisi in termini di storia, le librerie tradizionali sono entrate in crisi con lo sviluppo dei megastore urbani e il rialzo degli affitti. Dopo è arrivato Internet. E oggi tutti -non solo gli editori - lavorano sul doppio canale fisico/on-line; e l'on-line è un'opportunità per gli editori, soprattutto i piccoli. Senza poi contare che senza Internet tutto il mondo dell'editoria di pregio (antiquaria e rara) e di alta cultura non avrebbe alcuna rilevanza né visibilità di mercato.

Mercato del libro: andamento 2010-2013

(valori in milioni di euro)

Canali 2010 2012 2013
Trade (librerie, Gdo, store on line) 1.447,0 1.321,0 1.258,0
Altro trade 62,9 52,3 51,6
Educativo 696,2 654,9 620,0
Digitale (e-book, banche dati) 125,6 185,8 215,6
Rateale, collezionabili, book club 739,0 520,2 404,0
B2B, export 161,3 120,4 111,0
Usato, non-book 174,2 262,5 311,8
Collaterali (libri) 60,4 60,9 53,7
Totale (tranne collaterali 3.406,2 3.117,1 (-8,5%) 2.972,0 (-4,7%)

FONTE: Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2014, ufficio studi Aie

La creazione di Mondazzoli rientrebbe inoltre (lo ha scritto su Panorama anche Marina Berlusconi, presidente di Mondadori),  in quel fenomeno, diffuso a livello mondiale, di concentrazione e acquisizione dei e fra i grandi gruppi editoriali (Usa, Cina, Europa) che imporrebbe anche al mercato italiana la creazione di una massa critica per competere. Per trovare Mondadori nella classifica mondiale bisogna scendere fino al 37° posto; e solo al 48% compare Rcs (fonte: Livres Hebdo/Publishers Weekly in Panorama 14 0tt0bre 2015).

Alle "Big Five" il 60% del mercato

Mondadori (25,6%) e Rizzoli (12,1%) controllano quasi il 38% del mercato. Gli altri leader (Gruppo GeMS, Gruppo Giunti, Gruppo Feltrinelli e De Agostini) assommano il 23,2% con GeMS (10,2%) e Giunti (6,1%) in testa.

Quindi, 5 gruppi (Big Five) fanno oltre il 61% del mercato editoriale (varia+fiction+educational). Solo nel canale trade (librerie, gdo, store on line) i ricavi aggregati dei due gruppi editoriali (559,2 milioni) corrispondono al 44,5% del giro d'affari del mercato (1.258 milioni di euro nel 2013, dati Aie più recenti), anche se il giro d'affari totale (fonte: Aie) nel 2013 è di 2.972 milioni di euro. Inoltre il nuovo gruppo controlla il 55% dei titolo più venduti nel 2014 e 7 scrittori best seller su 10 hanno pubblicato nel 2015 per le etichette di Mondazzoli (fonte: L'Espresso, 15 ottobre 2015).
Dopo i big five (Mondadori-Rcs-Rizzoli, Gruppo Gems, Giunti, Feltrinelli, De Agostini) la voce "altri editori" o "editori minori"copre circa il 38,5% del restante mercato. Mondadori controlla anche una consistente rete di librerie, circa 600, quasi tutte in franchising: un canale in crescita, considerando l'alto e necessario tasso di conversione delle librerie indipendenti sempre più in difficoltà. Le catene (es. Mondadori e La Feltrinelli) controllano il 43,5% del mercato retail (fonte: Nielsen, 2014), seguite dalle librerie (34,9%), dalla gdo (15%) e da Internet (6,6%) esclusa Amazon. La quota delle catene è aumentata di 130 punti base (42,2% nel 2013), quella delle librerie è invece calata di 70 punti base (35,6% nel 2013) , la Gdo ha perso 90 punti base, e l'e-commerce ne ha guadagnati 30.

La situazione del retail fisico
Riprendendo gli ultimi dati disponibili Aie, la filiera editoriale nel 2013 ha sviluppato un fatturato di 2,660 miliardi di euro con una flessione del 6,8% (194,2 milioni in meno). Rispetto al 2010 il mercato ha perso 572 milioni di euro, -17,7% e nella stima non rientrano le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici). L'unico settore senza segno meno è l'editoria per ragazzi e bsmbini. La "fiction" segna un -5,4% a valore, la "non fiction" -4,2%. Vanno peggio l'editoria specialistica-professionale (-8,6%) e la non fiction pratica (in altre parole: la manualistica: -13,2%).

Le librerie rappresentano in generale un mercato in calo per il quarto anno consecutivo: nell’ultimo quadriennio il libro cartaceo ha perso circa il 20%. Ma nell'audio e home video si segue ormai un’irreversibile china discendente: la musica vale 140 milioni di euro, i video games hanno registrato un -20% negli ultimi due anni. Il libro rappresenta per una catena come Feltrinelli il 70% delle vendite. Nel 2014 (1° semestre, dati Nielsen. Fonte: Aie-Associazione italiana editori) il livello delle vendite nel canale trade (librerie, gdo, store on-line) è sceso ancora (-6,6% a valore e -9% a volume) perdendo quasi 34 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013 e 3,7 milioni di copie. La diminuzione è ancora più accentuata nella gdo  e nelle librerie indipendenti (-15,0% e -7,5%). Dal 2010 al 2013 il mercato editoriale nel suo complesso ha perso 430 milioni di euro di fatturato.

e-book: quota raddoppiata in 5 anni
Sempre in base ai dati Aie, l'insieme di e-book+servizi rappresenta oggi l'8% del mercato: era il 4% nel 2010. La quota dell'e-commerce, che veicola però anche il libro tradizionale, è arrivata al 12% contro il 5,1% del 2010.

La produzione di titoli di e-book è aumentata del 43%passando dalle 28.500 manifestazioni del 2012 alle 40.800 del 2014. L'offerta e-book è arrivata a coprire oltre il 12% dei titoli in commercio.

Ssecondo Nielsen in Italia ci sono quasi 2 milioni di lettori di e-book (+17% vs 2012) contro i 22 milioni di lettori tradizionali (ma in calo del 9%).

EDITORIA: CIFRE CHIAVE DEL MERCATO

  • EDITORI: 4.534
  • TITOLI PUBBLICATI: 64.000 (-4,1% quelli cartacei, +43% i digitali)
  • NUOVE USCITE: 30.382 (40.800 manifestazioni)
  • STOCK VIVO: 813.000 manifestazioni (più edizioni dello stesso titolo)
  • STOCK VIVO DIGITALE: 100.524 manifestazioni

Fonte: Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2014 - Aie-Associazione italiana editori

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