MondoJuve al via la prima fase con il nuovo volto di Bennet

La prima delle tre principali fasi del grande progetto MondoJuve a Vinovo-Nichelino (To) comprende il centro commerciale (100 negozi e ipermercato Bennet) con annesse aree esterne (Mc Donald's e Bennet Drive), parcheggi a raso e distributore di carburante

MondoJuve, il centro commerciale con 100 negozi, un nuovo (per concept) ipermercato Bennet, 40.000 mq di Gla (che saliranno a 80.000 mq quando sarà completata la terza fase nel 2020), e un'ottima accessibilità (uscita Vinovo-Nichelino, strada Debouché, dalla tangenziale sud di Torino) si sviluppa su due comuni, Nichelino e Vinovo, nell'immediata cintura metropolitana del capoluogo piemontese.
Ci sembra, a una prima e immediata, ma non superficiale, visita, che il vessilifero delle più salienti novità di questo centro commerciale sia proprio Bennet che qui a Vinovo-Nichelino presenta il nuovo concept di ipermercato (6.500 mq), e uno dei pochi (ma aumenteranno di numero) servizi drive, posizionato all'esterno, in prossimità del parcheggio a raso che, insieme a quello sotterraneo, dispone di 2.500 posti auto.

Realizzato dalle società del Gruppo Gilardi (le S.p.A. Finanziaria Gilardi, Campi di Vinovo, Costruzioni Generali Gilardi) con un investimento di 200 milioni di euro, appoggiato in parte a un finanziamento Unicredit e Bnl Gruppo Bnp Paribas, MondoJuve è collocato in un'area strategica, a due passi dal Parco Naturale e dalla Reggia di Stupinigi, che, insieme al training centre della Juventus, offrono notevoli potenzialità sinergiche con il turismo.
Quello che abbiamo visto ieri è il primo lotto, con la galleria commerciale interna coperta sulla quale si affacciano negozi e servizi, interrotta da passaggi aperti che danno respiro e varietà al layout.

Il baricentro del mall è rappresentato dalla piazza della ristorazione (fra i locali citiamo Old Wild West, Gerla 1927, Pizzikotto, Officina Emiliana), ben irrorata dalla luce naturale, e comunicante con uno spazio esterno dotato di fontana con giochi d'acqua e area giochi bimbi che richiama en plein air quella già presente anche all'interno (150 mq) in prossimità della food court.

Da sinistra: Davide Padoa (Ceo Design International), Luca Voena (direttore tecnico Costruzioni Generali Gilardi), Alessandro Gilardi (presidente Gruppo Gilardi), Adriano De Zordi (consigliere delegato Bennet) e Roberto Polloni (direttore commerciale centrale Bennet)

Il progetto architettonico è di Design International, con la collaborazione locale di Studio Ceppi e di Simtec per la componente impiantistica, ed "esprime -aggiunge Davide Padoa, ad di Design International- uno stile moderno dal sapore nord europeo per la semplicità e la linearità delle forme, il dialogo con la natura e la continuità tra esterno ed interno con largo uso di materiali naturali".
Gallerie Commerciali Bennet ha curato la commercializzazione della galleria (che è di proprietà di Gilardi), attività che verrà coperta da Cushman&Wakefield.
L'intero progetto, che porterà la superficie complessiva a 80.000 mq, dei quali 70.000 mq a destinazione retail) sarà completato interamente nei prossimi tre anni, quando vedrà la luce la struttura commerciale integrata nell’area adiacente all’attuale Juventus Training Center.

Giro d'affari
Il giro d'affari d'affari previsto dal centro commerciale (primo lotto) è di circa 100 milioni di euro, escluso Bennet. È il dato fornito dalla stessa Gilardi, che ci ha comunicato, con encomiabile trasparenza, anche il dato relativo al "rental income" che sarà di circa 7 milioni di euro solo per la galleria, con una stima di complessivi 12 milioni quando sarà a regime il parco commerciale (secondo lotto).
Alla domanda se Gilardi cederà o meno la proprietà della galleria a Bennet (che già gestisce 45 mall attraverso Gallerie commerciali Bennet), la risposta di Alessandro Gilardi, presidente di Gruppo Gilardi, è stata possibilista, con la chiosa aggiuntiva che "Bennet dovrebbe staccare un bell'assegno".

Dotazioni eco-amiche
Sul piano impiantistico e strutturale, segnaliamo alcune soluzioni eco-amiche in gran parte irrinunciabili nei nuovi centri: l’acqua piovana delle coperture sarà recuperata con accumulo e utilizzo per l’irrigazione delle grandi superfici a verde.
La produzione dei fluidi caldi e freddi avverrà tramite impianto geotermico a copertura del 100% del fabbisogno. A queste dotazioni si aggiungono:
- pannelli solari per l'acqua calda sanitaria;
- pannelli fotovoltaici con capacità energetica di 500 KW (50% dei servizi generali);
- illuminazione totale a led;
- gestione contabilizzata di tutti i servizi termofluidici;
- servizio di ricarica elettrica degli autoveicoli;

Infrastrutture viarie
Gruppo Gilardi investirà oltre 37 milioni di euro per potenziare la viabilità come definito nell'Accordo di Programma siglato nel 2014. In questa prima fase sono state completati:
-un nuovo asse stradale a 2/3 corsie per senso di marcia, con sottopasso a due corsie;
-due rotatorie, sfiocco da Vinovo, e collegamento ciclopedonale con il Parco Stupinigi (asse Debouché);
-adeguamento a ampliamento di asse stradale di 1 km con due nuove rotatorie (Asse Scarrone);
-due nuovi assi stradali a perimetro del Parco Commerciale.

Lo sviluppo della seconda fase (il retail park) dipenderà molto dalle opere pubbliche viarie, in particolare quelle riguardanti l'asse viario di Rottalunga. Dovrebbe essere completate già per la fine del 2017.

Una never ending story con balletto di progetti
"La storia di questo grande progetto urbanistico/immobiliare -racconta Luca Voena, direttore tecnico Costruzioni Generali Gilardi- si potrebbe riassumere in poche parole: 4 progetti e almeno 7 sindaci diversi, se tale epitome non apparisse critica verso le amministrazioni comunali con le quali, invece, abbiamo avuto sempre, a prescindere dai cambiamenti politico-amministrativi, un ottimo rapporto".
Nelle danze dei progetti mobili qual piuma al vento, Voena ricorda quello di SCC che aveva presentato una bozza di shopping centre mastodontico (il doppio dell'attuale), per poi abbandonare il progetto e lasciare i Gilardi di nuovo senza certezze, se non quella del marchio MondoJuve. Sul quale Alessandro Gilardi puntualizza: "Non è un centro commerciale della e per la Juventus. Si chiama così perché il progetto in origine era della squadra bianconera che poi lo ha ceduto a noi, nel 2006.  Nel 1999 la Juve aveva acquistato il terreno per farci lo Juventus Training Centre".

E i libri?
Chiudiamo l'articolo con alcune osservazioni sul mix merceologico. Secondo me, mancano attrattori soprattutto nell'elettronica di consumo (non ci stavano un Unieuro, un MW, un Euronics?), e non ho visto una libreria. L'offerta è fortemente focalizzata sull'abbigliamento (forse un po' troppo, ma è una mia opinione).
Positive, invece, le valutazioni su lay out del centro, altezze, luce naturale, insomma gli aspetti estetico-funzionali afferenti al concept architettonico; anche i passaggi esterni che collegano il percorso anulare della galleria contribuiscono a spezzare il camminamento interno: in pratica, ed è una soluzione abbastanza originale, un ampio passaggio aperto taglia longitudinalmente la galleria cui è collegata da ingressi secondari.

 

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