Eccellenze nazionali viste da Mark Up

Una costante attività di aggiornamento delle capacità produttive industriali: per far fronte alle sfide dell’export, in una cornice di attenzione ambientale spasmodica (da Mark Up n. 281)

L’industria alimentare rappresenta il secondo settore manifatturiero in Italia e il Made in Italy è riconosciuto nel mondo come un vero e proprio brand. Un’eccellenza da difendere, valorizzare e soprattutto da conoscere. “Il comparto è impegnato a confermare nel 2019 i profili di crescita che si erano registrati nel corso dell’anno scorso -spiega Ivano Vacondio presidente di Federalimentare-. Rappresenta, fra i grandi settori industriali, quello che ha mostrato maggiore resilienza nel periodo della crisi. Basti pensare che nell’ultimo decennio la produzione alimentare ha subito modeste erosioni, entro i tre punti percentuali, e nel 2018 ha superato il livello raggiunto nel lontano 2007, ultimo anno precrisi, mentre la produzione industriale complessiva del Paese, malgrado i recuperi recenti, l’anno scorso è rimasta ancora sotto tale quota di 19 punti”. A fronte di consumi interni che rimangono stagnanti (nel 2018 sono state registrate variazioni a consuntivo del +0,6% in valore e del -0,5% in volume; fonte Federalimentare), le performance dell’industria alimentare nell’export rimangono largamente premianti. “Nel 2018 la quota export è di 33.210 milioni di euro, con un +3,4% sul 2017, mentre nel gennaio 2019 si è registrata una spinta del +5,9% sullo stesso mese 2018. In generale, l’export specifico dal 2007 a oggi ha segnato un +81,7%, contro il +28,5% del totale industria. Crescite significative sono state messe a segno in molti mercati emergenti come Egitto, Ucraina, Lettonia, Nigeria, Bulgaria, Nuova Zelanda e Vietnam”.

 

 

Ma il comparto è innovativo? “È obbligato a innovare se vuol raggiungere una platea sempre più vasta e variegata di persone. Siamo il Paese con più organismi di controllo e con più controlli al mondo per quanto riguarda il nostro settore durante tutto il processo di trasformazione. A dimostrarlo ci sono i numeri: con 720mila controlli ogni anno, solo l’1% di cibi e bevande è risultato irregolare”.

La coverstory (leggibile sul nuovo numero di Mark Up) è un piccolo contributo alla consapevolezza di quanto offre l’Italia in termini di capacità imprenditoriali e industriali. Il testo parte dalle realtà che Mark Up ha visitato direttamente negli ultimi mesi (comprendendo anche qualche esperienza non alimentare). Storie brevemente raccontate e raccolte, senza alcuna pretesa di scientificità, in macrocategorie: Ambiente, Cultura alimentare, Innalzamento capacità produttive, Investimenti, Smart Working e Tradizione. Il fil rouge che attraversa il mondo industriale italiano è senza dubbio l’attenzione verso la sfida green che, in termini industriali, significa adottare strategie che riescano a conciliare comportamenti meno impattanti sul territorio con l’efficienza aziendale.

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