Insolvenze commerciali, peggiora l’outlook mondiale

Massimo Mancini, Country Manager di Atradius per l'Italia.

Cala l'ottimismo sulle prospettive di miglioramento nell'insolvenza su fatture commerciali all’interno di molte economie mondiali. Lo rileva Atradius, una delle società più note nel settore dell’assicurazione del credito, cauzioni e servizi di recupero crediti in Italia e all’estero. Secondo Atradius, dopo l’impennata del 30% delle insolvenze commerciali registrata nel 2009 a livello mondiale, il 2016 potrebbe confermarsi come il primo anno senza significativi miglioramenti di scenario per molte economie.
Si tratterebbe di assestamento dei tassi d’insolvenza su livelli alti, anche superiori del 70% rispetto agli scenari precedenti alla crisi, come quelli registrati nell’Eurozona. Poche le eccezioni, con Paesi che peggiorano le attese e altri che invece migliorano, come l'Olanda la cui crescita economica prevista per quest’anno (+1,6%) e per il 2017 (+2%) potrebbe innescare un drastico calo delle insolvenze: -10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Miglioramenti in vista anche per Spagna (-10%) e Belgio (-5%). Si attende, invece, un incremento dei tassi d’insolvenza commerciale in Grecia (+6% rispetto allo scorso anno) e Portogallo (+4%). In Italia si prevede un calo del 2% rispetto al più ottimistico -3% previsto a inizio 2016.

I rischi fuori dall'Eurozona
Al di fuori dell’Eurozona si attende un lieve incremento dei tassi d’insolvenza (+2%) sia nel Regno Unito, per il duplice concorso del calo della domanda dall’estero unito alle incertezze derivanti dall’imminente referendum, sia negli Stati Uniti, per la riduzione degli utili nel settore gas e petrolio, e per le pressioni al ribasso sui prezzi delle materie prime a livello globale.
Tali pressioni, e le loro ripercussioni a livello economico, potrebbero indurre un aumento dei tassi d’insolvenza commerciale anche in Australia (+6% rispetto allo stesso periodo 2015), Canada (+4%) e Nuova Zelanda (+2%). In diminuzione (-1%) il Giappone dove, attualmente, l’insolvenza commerciale è sotto del 60% ai livelli pre-crisi.

Massimo Mancini, Country Manager di Atradius per l'Italia.
Massimo Mancini, Country Manager di Atradius per l'Italia.

Momento difficile per i Brics
Congiuntura  economica difficile, al momento, anche per i BRICs, nei quali Atradius prevede, nei prossimi mesi, incrementi nelle insolvenze commerciali.
Il rallentamento dell'economia cinese e la sua transizione verso un modello economico basato su servizi e consumi, potrebbe causare impennate nel tasso di insolvenze per quest’anno e per il 2017, con conseguente innesco di effetti-domino anche nelle economie emergenti che dipendono dalla Cina.
Previsto un peggioramento anche per Russia e Brasile, in seguito al rallentamento delle loro economie, e al conseguente calo dei rispettivi Pil (-3,8% in Brasile e -1,3% in Russia).
Unica eccezione tra i BRICs è l’India, la cui crescita economica, a tassi superiori al 7% per il 2016-2017, potrebbe contrastare possibili aumenti delle insolvenze commerciali nel corso dei prossimi mesi.
“Si prevede un rallentamento nella crescita economica globale – commenta Massimo Mancini, Country Manager di Atradius Italia – e le cause sono riconducibili ai bassi prezzi delle materie prime, alla debolezza cronica delle dinamiche commerciali, a situazioni che interessano i mercati finanziari e le politiche monetarie di molti Paesi. Questi scenari, comunque destinati ad essere riveduti e corretti nel corso dei prossimi mesi, esercitano impatti negativi sui tassi d’insolvenza commerciale e sono fonte di rischio per l'economia reale. Importante, quindi, proteggere il portafoglio clienti con strumenti efficaci di tutela del credito commerciale”.

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