Il 65%, ad esempio, afferma che non acquisterà prodotti di cui non ha bisogno, anche se significa non essere "trendy". L'indagine di Ey

Dopo un focus sugli acquisti per Natale 2020, spostiamo lo sguardo sull'anno che verrà e su come cambierà l'approccio degli italiani all'attività di shopping a seguito dei turbolenti cambiamenti apportati dalla pandemia. Ad effettuare un'analisi sul tema è stata l'indagine internazionale Ey Future Consumer Index.

 

 

Stando ai risultati rispetto al nostro Paese, vi sono alcuni punti chiave che emergono, ovvero:

Frugalità, attenzione a salute e sostenibilità

  • Il 65% non acquisterà prodotti di cui non hanno bisogno, anche se vuol dire non essere al passo con gli ultimi trend;
  • Il 58% farà più attenzione all’impatto sull’ambiente di quello che compra e consuma e il 63% sarà più propenso ad acquistare da una società che condividerà le informazioni sull’impatto sul pianeta dei prodotti
  • Il 60% farà scelte più salutistiche negli acquisti nel lungo termine (cibo e bevande);
  • Il 54% pianifica di ridurre l’ammontare della spesa per beni non essenziali (vestiti, cosmetici) nei prossimi 6-12 mesi
  • Attesa dei saldi: l’81% sta aspettando prima di fare qualche acquisto che ci sia il prossimo evento di saldi

Acquisti locali, concentrati e più smart

  • Il 38% acquisterà più a livello locale e su piccole aziende nel lungo termine
  • Concentrazione acquisti: 56% pianifica gli acquisti in modo da concentrali in pochi eventi piuttosto che fare acquisti frequenti
  • Il 55% sta usando i piccoli negozi per il rifornimento quotidiano evitando i negozi più grandi
  • Il 25% ordinerà online e farà il pick-up nel negozio più spesso
  • Il 60% dei consumatori italiani dice che acquisterà principalmente elettrodomestici e prodotti tecnologici online, inoltre il 63% afferma che il servizio al cliente è un importante elemento della loro esperienza (prima del Covid-19 solo il 17,8% degli acquisti di questa categoria avveniva online)

Evidenze che si situano coerentemente in un contesto dove il 44% dei consumatori italiani pensa che la pandemia avrà un impatto sulle loro vite per almeno un altro anno. In particolare, circa un terzo si dichiara in difficoltà e molto preoccupato su diversi aspetti, dalla salute alle finanze.

L'indagine propone, conseguentemente a quanto sopra, 5 diversi profili di consumatore per il 2021 differenziati in base alle priorità che ne guideranno scelte e consumi. Priorità che, sebbene con peso diverso, dai brand vanno comunque considerate nel loro insieme come driver centrali di marketing e innovazione.

• Il 31% darà priorità ai beni essenziali: Vivranno adattandosi ai loro mezzi finanziari. Non acquisteranno cose che non siano assolutamente necessarie e guarderanno sempre alle grandi promozioni. Non considerano molto le marche quanto i prodotti che le stesse vendono.

• Il 30% darà priorità alla salute: Proteggeranno la salute propria e della propria famiglia. Si focalizzeranno sulle cose più importanti della vita e su cosa percepiscono corretto per il lungo termine. Sceglieranno i prodotti di cui si fidano che siano sicuri. Minimizzeranno i rischi non necessari e compreranno on-line piuttosto che nei negozi.

• Il 17% darà priorità al pianeta: Cercheranno di tagliare gli sprechi e ridurre i loro impatto sull’ambiente. Si legheranno con altre persone che condividono gli stessi valori e compreranno marchi che riflettono i loro valori. Accetteranno più rinunce se questo aiuterà le generazioni future.

• Il 13% darà priorità alla società: Vogliono che tutti lavorino insieme per un disegno superiore più grande. Acquisteranno da grandi ed oneste aziende. Vorranno dimostrazioni che i bisogni della comunità sono messi al pari con i profitti.

• Il 9% darà priorità all'esperienza: Vivranno alla giornata e cercheranno esperienze che garantiranno di godere il meglio della vita. Proveranno nuove cose e cercheranno prodotti e servizi personalizzati. Acquisteranno marchi che comunicheranno molto a proposito della personalità di chi acquista quel marchio.

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