Dal “Food delivery” al “Fashion delivery” di Pinko: un nuovo business model

La partnership Pinko-Glovo apre le porte al delivery nel mondo del fashion, come nuovo canale retail. Si tratta di qualcosa di inedito per il settore

Pinko, azienda italiana attiva nel fashion e presente nel mondo con circa 1500 punti vendita wholesale e oltre 250 store, fra monobrand e franchising, inaugura da giugno 2020 un'inedita collaborazione con Glovo, per concretizzare quello che potremmo definire "Fashion Delivery". Di fatti, attraverso l’app di Glovo, cliccando sulla sezione ‘Shopping’, gli utenti hanno accesso al mobile store di Pinko in cui potranno trovare una serie di articoli tra cui t-shirt, accessori e piccola pelletteria. L’iniziativa, che per il momento è attiva nelle principali città in cui è presente Glovo (Milano, Torino, Roma, Firenze, Verona, Bologna, Napoli, Bari, Palermo e Catania), è ben figlia del proprio tempo e si fa portavoce di un trend già in atto, e che la pandemia non ha fatto altro che accelerare.

 

 

Infatti, la fase 3 di convivenza con il virus, appena iniziata con la possibilità di spostamento tra le varie regioni italiane e la graduale riapertura dei confini con gli altri Stati, sta cercando di concretizzare i bisogni emersi con sempre più chiarezza nei mesi del lockdown, e che trovano nel digitale e nelle sue molteplici potenzialità l'abilitatore di punta. Il digitale unito al delivery ha costituito il binomio vincente per la sopravvivenza di molti business durante il periodo di restrizioni più strette, ed ha sdoganato - anche per chi non ne avesse mai sentito l’esigenza - il digital food delivery.

Ecco, allora, l'idea di replicare il modello del digital food delivery, esportandolo nel mondo del fashion, in assonanza con delle tendenze già in atto. Già nell’ambito del webinar “Ristorazione & Delivery”, tenutosi lo scorso aprile 2020, ed organizzato da Appetite for Disruption, il primo think tank italiano sulla ristorazione e PwC Advisory, è emersa una nuova mappa dei bisogni. L'iniziativa, che ha riunito, attraverso questo appuntamento virtuale, le principali piattaforme di delivery, tra cui Just EatDeliveroo e Glovo, ha messo in luce la necessità di andare oltre al cibo. In particolare, la società spagnola Glovo, caratterizzata dal suo servizio di anything delivery, si è fatta portavoce della grandissima trasformazione in atto relativamente all'home delivery. Questo trend è sottolineato, in termini generali, dalle parole di Elisa Pagliarani, General Manager Glovo Italia,"Le persone oggi fanno affidamento al delivery per vivere la propria quotidianità, con la richiesta di beni e oggetti utili ma spesso difficili da reperire. [...] Emerge chiaramente l’esigenza di poter fare la spesa, evitando così le file davanti ai supermercati, ma anche di ricevere a casa altri beni necessari per il proprio lavoro, come cartucce e risme di carta per la stampante, e per il tempo libero, come libri e giochi di società”.

 

 

Il comparto del Fashion è stato uno dei più penalizzati dalla pandemia, tanto che, sulla base dei dati Netcomm-Politecnico di Milano, nelle ultime settimane di emergenza sanitaria, l’88% delle aziende in questo settore ha dichiarato di aver registrato un calo di fatturato. Ecco perchè vale la pena sperimentare, ove possibile, il "Fashion Delivery" come nuovo canale retail, sempre seguendo la bussola dell'omnicanalità. Nello specifico del caso Pinko, la partnership con Glovo amplia le metodologie di acquisto dell'azienda, aggiungendosi alla boutique online e ai negozi fisici presenti su tutto il territorio italiano, in un esperimento che si fa interprete dello spirito del tempo.

 

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