È sempre più smart il lavoro in Italia: ecco i trend

L’Osservatorio del PoliMi evidenzia come oggi il 17% delle grandi imprese abbia in atto progetti strutturati di smart working, tra device mobili e social collaboration.

La normativa italiana non si evolve, ma le grandi imprese nel nostro Paese dettano un nuovo passo quando si tratta di smart working. Al 2015, infatti, il 17% di loro ha attivato progetti strutturati in ambito di lavoro flessibile e intelligente, il 9% in più rispetto allo scorso anno.

I dati del relativo Osservatorio del PoliMI evidenziano come a livello complessivo un’azienda su due abbia adottato iniziative di stampo versatile e maggiormente accomodante per quanto riguarda orari e spazi di lavoro, dotazione tecnologica di supporto, revisione del layout degli uffici e stile della leadership.

Ecco gli ulteriori risultati emersi dall’indagine, che delineano lo scenario smart working:

  • Il 14% di grandi imprese è in fase esplorativa, ovvero si appresta ad avviare progetti in futuro, mentre un altro 17% già prevede iniziative puntuali di flessibilità solo per particolari profili, ruoli o esigenze specifiche.
  • Tra le pmi la diffusione è nettamente più limitata, solo il 5% parla di progetti strutturati e il 9% ha introdotto logiche similari di autonomia.
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    Uno spazio progettato per il coworking

    Cresce il coworking, che offre luoghi on demand per un’esperienza di lavoro smart esterna all’impresa. Un fenomeno che il 71% dei manager ritiene un’opportunità anche per organizzazioni strutturate.

  • Le funzioni aziendali oggi più predisposte a fare da pilota nell’adozione di logiche di smart working sono la Direzione Ict, gli Acquisti e l'Amministrazione controllo e finanza.
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    Social collaboration

    Lo strumento di lavoro flessibile di maggior successo è il device mobile, presente nel 91% delle grandi imprese e nel 49% delle pmi. Seguono la versatilità dell’orario (82% grandi organizzazioni, 44% pmi) e la social collaboration (rispettivamente 77% e 34%).

  • Solo il 20% delle grandi organizzazioni e il 22% delle pmi hanno introdotto innovazioni nel layout fisico degli spazi di lavoro, che risulta pertanto la leva meno utilizzata, nonostante il 31,4% dei lavoratori trascorra già oltre la metà del suo tempo lontano dalla propria postazione.
Mariano Corso
Mariano Corso, responsabile scientifico dell'Osservatorio Smart Working

“Molte organizzazioni nell'ultimo anno hanno iniziato ad interessarsi e adottare questo approccio con un effetto positivo su persone, azienda e società, soprattutto grazie all'opportunità di ripensare stili manageriali e modalità di gestione ormai superati – sottolinea Mariano Corso, responsabile scientifico dell'Osservatorio Smart Working, che specifica tuttavia come le organizzazioni debbano “evitare l’errore di farsi trascinare dall’effetto moda, introducendo un cambiamento solo superficiale, anziché un percorso profondo di evoluzione e coerente con il business”.

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